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Samp: gli ultras propongono un loro modello di calcio

Un volantino distribuito prima di Samp-Atalanta chiarisce i punti dell'idea di calcio propugnata dai supporters blucerchiati

L’occasione è stata data da una festa organizzata dagli ultras Tito sotto la gradinata sud prima della gara Samp-Atalanta. E’ stato allora che sono cominciati a circolare i primi volantini. Sui piccoli fogli (nell’immagine ne viene riprodotto uno), l’ideale di calcio dei supporters doriani, da tempo consapevoli degli sconvolgimenti in atto nel mondo del pallone sempre più alla mercè del puro affarismo.

“llusi, nostalgici, fuori dal tempo. Chiamateci pure come volete, non ci interessa. Oggi siamo ancora qua a proporre il nostro modello. Il nostro modello fatto di rapporti umani, di scambio di esperienze, di aggregazione - scrivono gli ultras - Entriamo in gioco muovendo centinaia, migliaia di personeogni domenica al seguito di uno striscione.Entriamo in gioco radunando ragazzi, ragazze, famiglie in manifestazioni e feste che non hanno eguali nel tessuto sociale in cui ci muoviamo. Entriamo in gioco coinvolgendo tutto il nostro seguito in iniziative benefiche non per interesse di bandiera ma per consapevolezza del nostro ruolo nella società

Questo è il nostro modello …… se oggi avete avvertito una sensazione positiva, restando un’ora assieme a noi nella lotta contro il calcio moderno, vorrà dire che un primo passo sarà stato fatto. Non retsa che unirsi a noi nella lotta contro il calcio moderno, che lascia a casa i valori per badare soltanto al valore.

Fino a quando si alzerà una bandiera, un rullo di tamburo, una voce in coro gli Ultras saranno ancora lì, indomiti come mai, pronti a far saltare il piatto di chi ha fatto i conti troppo presto”.

Questa manifestazione di interesse così viscerale per la propria squadra e il mondo del calcio in generale è rintracciabile forse nelle parole di Alberoni, che sul Corriere ha scritto: “Questo fatto ci dimostra che gli uomini sono capaci di amare, dedicarsi, lottare e soffrire per qualcosa da cui non ricavano nessun vantaggio materiale. Che provano il bisogno di aderire ad una comunità, di sentirsene parte, di combattere per lei. Questa straordinaria energia sfugge alle leggi dell’utile, del calcolo economico, dei costi benefici”.

Al di là dei luoghi comuni, la vita da ultras non è solo violenza. Può rappresentare, come in questo caso, spazio di dibattito e confronto, in definitiva accurata presa di coscienza e posizione.