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I più bei festival della nostra vita: 6) 2005

(foto: www.repubblica.it) Si conclude con l’edizione del 2005, la prima delle due condotte da Paolo Bonolis, il nostro viaggio tra i Sanremo più indimenticabili di sempre. E da Fazio a Bonolis il[...]

Francesco Renga trionfa a Sanremo 2005
(foto: www.repubblica.it)

Si conclude con l’edizione del 2005, la prima delle due condotte da Paolo Bonolis, il nostro viaggio tra i Sanremo più indimenticabili di sempre. E da Fazio a Bonolis il passo è breve: sono stati loro infatti le guide delle quattro edizioni più belle degli ultimi vent’anni. Dopo il successo del ‘99, Fazio fu confermato per la stagione successiva: la formula cambiò leggermente, ad affiancarlo furono la bella Inés Sastre, il grande Luciano Pavarotti e Teo Teocoli, il risultato in termini di ascolto fu solo leggermente inferiore ed a trionfare furono a sorpresa gli Avion Travel, con Sentimento.

Dal 2002, dopo la disastrosa edizione 2001 affidata a Raffaella Carrà, si tornò per un biennio alla gestione Pippo Baudo, mentre nel 2004 si tentò la rivoluzione: direzione artistica affidata a Tony Renis, Simona Ventura alla conduzione ed una pioggia di cantanti sconosciuti o quasi per un’edizione fallimentare che fece ritornare nella buia atmosfera anni ‘70. Serviva dunque una svolta, il Festival doveva ringiovanire e passare nelle mani di un one-man-show, uno in grado di tenere il palco da solo anche se la qualità dei pezzi era scarsa: un solo nome rispondeva all’identikit, quello appunto di Bonolis.

Tante le novità proposte da Bonolis. L’orchestra spostata nel golfo mistico a bordo palcoscenico e sostituita sul palco dal pubblico oltre che dal gruppo di opininonisti che saranno chiamati ad esprimersi tra una canzone e l’altra per una sorta di Sanremo talk-show che sostituirà il Dopo Festival. Il gruppo dei presunti esperti è estremamente eterogeneo: non manca il conflitto d’interessi con la presenza di Ambra Angiolini, compagna di Francesco Renga, cantante in gara, ma ci sono anche Iva Zanicchi e l’ex calciatore nonchè poeta Ezio Vendrame. Di tutto un pò, insomma, nel perfetto stile bonolisiano da senso della vita.

Ma la novità maggiore riguarda il regolamento: dopo ventotto anni torna la divisione in categorie ma non si tratta più di solisti, gruppi e cantautori ma di Donne, Uomini, Gruppi, la contestata categoria Classic, riservata ad artisti “maturi” ma ancora attivi nel mondo della musica, oltre ovviamente a quella dei Giovani, la più numerosa con dodici partecipanti ed il cui vincitore parteciperà alla finalissima del giorno successivo. Le altre quattro contano solo cinque cantanti a testa. Torna soprattutto il brivido dell’eliminazione, in perfetto stile reality: una per categoria condurrà alla semifinale di venerdì mentre solo tre canzoni per ogni gruppo raggiungeranno la finale di sabato che dunque prevederà solo quindici esibizioni. Tra i Giovani, la finale è a sei ma spostata al sabato: nella penultima serata si assisterà così alla rielaborazione dei brani dei Big rimasti in gara che avranno la possibilità di esibirsi con uno o più ospiti: nasce così la serata dei duetti, una delle migliori invenzioni della storia recente di Sanremo ed ancora in uso.

Al fianco di Bonolis nelle vesti di direttore artistico avrebbe dovuto esserci nientemeno che Pippo Baudo: non pochi mostrano dubbi sulla coesistenza di due teste pensanti e tutt’altro che favorevoli a concedere spazi l’un l’altro e puntualmente ad agosto la coppia scoppia anche se le dimissioni di Baudo sono dovute a contrasti con la Rai. Al suo posto viene scelto Gianmarco Mazzi. Sul palco al fianco di Bonolis c’è una sola valletta tradizionale, la modella romagnola Federica Felini, che non lascerà il segno, mentre l’altro posto è di Antonella Clerici, scelta personalmente dal conduttore per la sua simpatia e spontaneità.

In perfetto stile Bonolis il cast degli ospiti: c’è Michael Bublè ma ci sono anche Mike Tyson, sottoposto ad un’intervista-verità che farà discutere per motivi di opportunità, gli attori Will Smith e Hugh Grant ma la serata finale è aperta a sorpresa da Vasco Rossi. Triste realtà e spettacolo s’intersecano nel festival bonolisiano: da una parte l’appello per la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata in Iraq, dall’altra la battaglia sociale per il Darfour introdotta dalla canzone I bambini fanno ooh, di un giovane e sconosciuto Giuseppe Povia, brano che avrebbe dovuto essere in gara ma escluso dopo la scoperta che era già stato cantato in pubblico mesi prima al premio Recanati.

Il cast assembla grandi nomi della storia sanremese, da Toto Cutugno ad Anna Oxa fino a Peppino Di Capri ma i favori del pronostico, dopo le prime eliminazioni che escludono tra gli altri Califano ed Umberto Tozzi, vanno a Francesco Renga, milanese, ex Timoria, dotato di una voce rara ed originale che esalta i drammatici versi di Angelo, oltre che alla solita Antonella Ruggiero ed a Marco Masini, già vincitore nel 2004. C’è spazio anche per Nicola Arigliano, che all’età di 82 anni torna al Festival quarant’anni dopo il debutto e si prenderà pure la soddisfazione del primo bis della storia sanremese: non ovviamente della canzone in gara, Colpevole, che saprà guadagnare il Premio della Critica, ma di On the Sunnyside of the Street, per i tre minuti più “alti” dell’edizione dei cinquantacinque anni.

Tra i Giovani intanto la qualità non è eccelsa: subito fuori i Negramaro, che troveranno la consacrazione lontano dall’Ariston, vince la rocker Laura Bono con Non credo nei miracoli che si classificherà all’ultimo posto della classifica complessiva: niente di nuovo e la sua musica non lascerà il segno nella discografia italiana.

Sabato 5 marzo è il gran giorno della finale: si comincia con l’assegnazione dei titoli delle singole categorie dove va tutto come previsto: tra i Classic s’impone Toto Cutugno davanti a Uomo bastardo, grido d’accusa di Marcella Bella, tra le Donne vince Antonella Ruggiero, tra gli Uomini Francesco Renga e tra i gruppi Nicky Nicolai con il marito Stefano Di Battista, scommesse del conduttore, che danno un inedito tocco jazz al Festival. Lo scarto dei voti con cui si giunge alla finale non sembra lasciar spazio a dubbi: per Antonella Ruggiero e per Toto Cutugno è in arrivo l’ennesima beffa con il terzo podio nelle ultime quattro apparizioni sanremesi per la prima che finirà terza e l’ottavo secondo posto complessivo per Cutugno.

Vince Francesco Renga con più del triplo dei voti del secondo (54% contro 17%): Angelo è la preghiera di un padre che affida la propria bambina ad un entità divina, la sola in grado di proteggerla in un mondo crudele pieno di drammi apparentemente inspiegabili (il pezzo è nato pochi giorni dopo lo tsunami in Asia del dicembre 2004). Ma è destino che la cinquantacinquesima edizione del Festival debba convivere con le tristezze ed i drammi: prima l’annuncio in diretta durante la prima serata della scomparsa di Alberto Castagna poi il dramma del rapimento di Giuliana Sgrena: la giornalista del Manifesto verrà liberata venerdì ma durante il blitz un funzionario del servizio di sicurezza, Nicola Calipari, viene ucciso per errore da una pattuglia americana. Il Tg1 va in edizione straordinaria per il rientro della salma in Italia proprio poco prima della proclamazione del vincitore di Sanremo: al rientro in diretta, Renga esulta tra le lacrime e ricanta il brano in un clima di commozione.

Va in archivio un’edizione che ha rilanciato il Festival grazie alle novità di Bonolis ma il conduttore romano non farà il bis l’anno successivo: per rivederlo all’Ariston bisognerà aspettare altri quattro anni, per un’altra edizione memorabile. Ma niente tris nel 2010 per contrasti con la Rai, in clima di nuove nomine: per il Sanremo numero 60 la scommessa si chiama Antonella Clerici.

La classifica finale del Festival di Sanremo 2005:

Graduatoria assoluta

1°: Francesco Renga con “Angelo” (vincitore Categoria Uomini)
2°: Toto Cutugno ed Annalisa Minetti con “Come noi nessuno al mondo” (vincitori Categoria Classic)
3°: Antonella Ruggiero con “Echi d’infinito” (vincitrice Categoria Donne)
4°: Nicky Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet con “Che mistero è l’amore” (vincitori Categoria Gruppi)
5°: Laura Bono con “Non credo nei miracoli” (vincitrice Categoria Giovani)

(6- fine)