Sanremo 2010: dentro le canzoni degli Artisti. Seconda parte

Seconda ed ultima parte del nostro viaggio alla scoperta dei quindici cantanti in gara nella sezione Artisti al 60° Festival della canzone italiana, al via tra otto giorni. Ci eravamo lasciati con[...]

Noemi, possibile sorpresa di Sanremo 2010

Seconda ed ultima parte del nostro viaggio alla scoperta dei quindici cantanti in gara nella sezione Artisti al 60° Festival della canzone italiana, al via tra otto giorni. Ci eravamo lasciati con l’analisi di una canzone virtuale, La Sera, che Morgan avrebbe dovuto portare all’Ariston: i noti fatti hanno impedito al cantante milanese di esibirsi, la direzione ha deciso che non verrà sostituito pertanto i cantanti in gara rimarranno per l’appunto quindici. Esce uno dei protagonisti più attesi, proprio perchè il suo brano, secondo chi lo aveva potuto ascoltare in anteprima, era destinato a colpire l’interesse della critica ma anche del pubblico.

Ripartiamo allora dal profilo degli altri otto cantanti, a cominciare da Fabrizio Moro, che sarà al Festival per la terza volta negli ultimi quattro anni: dopo aver trionfato nel 2007 tra i Giovani con il brano impegnato Pensa, dedicato alle vittime della mafia, e dopo il terzo posto dell’anno successivo quando tuttavia cambiò radicalmente genere con la canzone d’amore Eppure mi hai cambiato la vita, Moro con Non è una canzone torna ad un testo “difficile”, scritto dallo stesso autore, un inno alla libertà che non manca di qualche allusione, bipartisan, alla politica di oggi per una canzone che comunque susciterà inevitabili discussioni.

Veronica Scopelliti, in arte Noemi, promette invece di sfondare sin dalla prima partecipazione sanremese: lanciata da X Factor, la cantante romana ha saputo raccogliere le maggiori soddisfazioni fuori dal talent show con il suo primo album Sulla mia pelle capace di scalare da subito le classifiche e con un singolo, L’amore si odia, cantato in coppia con Fiorella Mannoia, divenuto una delle hit in grado di rimanere nelle prime posizioni in classifica per tutta la scorsa estate. Non è una canzone, scritta dalla coppia Calvetti-Ciappelli, sembra destinata a seguire la traccia dei successi precedenti grazie alla bellezza del testo ma sopratutto all’originale interpretazione di Noemi, resa possibile dalla sua voce non comune.

Poteva mancare il pezzo strappa-lacrime? Ovviamente no e ad incaricarsene sono i Nomadi che si esibiranno con la partecipazione di Irene Fornaciari, figlia d’arte che sbarca tra i Big dopo la non eccezionale performance dello scorso anno tra i Giovani. Il mondo piange è il titolo fin troppo emblematico di un pezzo che è in fondo una canzone d’amore ma che riflette anche su un universo pieno di odio, razzismo e guerre (non manca dunque un riferimento a Dove si va, canzone sulla guerra presentata dagli stessi Nomadi nel 2006 e classificatasi seconda). Il testo è stato scritto da Damiano Dattoli, paroliere storico del gruppo, e rivisto da Zucchero che lo ha adattato per le caratteristiche della figlia.

Povia torna a Sanremo un anno dopo aver fatto discutere con Luca era gay: il successo del 2006 con Vorrei avere il becco ma soprattutto l’esclusione dell’anno precedente con la commovente I bambini fanno ooh sono ormai lontanissimi, oggi Giuseppe Povia è un cantante impegnato che non ha paura di affrontare le conseguenze che i suoi pezzi scomodi possono suscitare. Così dopo il tema dell’omosessualità, quest’anno con La verità (Eluana) il cantante milanese riaccende i fari sul dramma della ragazza morta un anno fa dopo diciotto anni di vita vegetativa: un tema destinato ad ottenere più consensi di quello dell’anno passato ma comunque a dividere perchè un argomento così delicato, che sfocia nel tema del testamento biologico, del diritto alla vita e dell’accanimento terapeutico, non dovrebbe essere trattato con leggerezza. Chi l’ha ascoltata sostiene che la musica non sia molto diversa da quella di Luca era gay. Sarà uno dei temi-caldi del Festival.

Anche di Italia amore mio si è cominciato a parlare da molto tempo: vuoi per lo strano trio che la porterà all’Ariston composto da Pupo-Emanuele Filiberto e dal tenore Luca Canonici vuoi per l’argomento della canzone che è stata scritta dallo stesso Principe e messa in musica da Pupo: l’Italia vista con gli occhi di un italiano all’estero, un’Italia per tanto tempo solo immaginata. Pupo ha messo in musica le parole, a darle un tocco di sacralità penserà Canonici. Possibile sorpresa del Festival, il problema sarà constatare come l’accoglierà il pubblico chiamato a televotare: di sicuro i colleghi in gara non sono stati molto concilianti, da Nino D’Angelo (”Emanuele Filiberto non c’entra niente con il Festival”) a Fabrizio Moro (”di sicuro non tiferò per loro”). Polemiche riguardo al testo: Pupo ha minacciato di non cantare la canzone se non gli si darà la possibilità di cambiare alcune parole fino all’immediata vigilia. Altro pezzo destinato a spaccare.

Enrico Ruggeri torna a Sanremo per l’ottava volta a sei anni di distanza dal quarto posto ottenuto in coppia con Andrea Mirò con Nessuno tocchi Caino: quest’anno il cantautore milanese torna però alle origini tornando a dedicarsi all’universo femminile, sulla falsariga di due suoi datati successi come Mare d’inverno e Quello che le donne non dicono, scritti da lui ma portati al successo da voci femminili. La notte delle fate è una canzone “dedicata alle donne di oggi”, ha detto lo stesso Ruggeri che tuttavia non fa sogni di gloria sostenendo che “quest’anno il Festival verrà vinto da un giovane grazie al televoto” e confessando scherzosamente, da appassionato di calcio, di “puntare ad un piazzamento Uefa“, ovvero di arrivare tra il quinto ed il sesto posto.

Valerio Scanu si presenta a Sanremo sulla scorta del successo ottenuto con Sentimento, il suo primo EP che nello scorso aprile ha scalato le classifiche: ad Amici non ha vinto, ma la fortuna lo ha assistito grazie al consenso strappato dai suoi primi due dischi. Tutte le volte che è un pezzo scritto da Pierdavide Carone, cantautore innovativo ed originale tutt’ora in gara nell’edizione di quest’anno di Amici ma la canzone non sembra particolarmente performante, a convincere poco gli esperti sarebbe soprattutto il modo di cantare di Valerio, definito “anni ‘70“. Il cantante sardo ha voluto a fianco a sè sul palco Alessandra Amoroso, che lo sconfisse in finale nella scorsa edizione di Amici: un parziale riscatto per la mancata presenza da “titolare” per la cantante pugliese. Difficilmente, comunque, si assisterà ad una riedizione della vittoria defilippiana di Marco Carta.

Chiudiamo con i Sonohra che due anni dopo la vittoria tra i Giovani con L’amore (straordinaria la parodia che ne fecero Elio e le storie tese al Dopofestival) e dopo aver strappato consensi soprattutto all’estero tornano all’Ariston con un’altra orecchiabile canzone d’amore, destinata a spopolare tra i giovanissimi: Baby è il titolo che già dice tutto per un pezzo pop con il quale la giovane coppia di fratelli veronesi sembra poter andare sul sicuro.

Ecco i quindici cantanti che si contenderanno la vittoria della sessantesima edizione: come sempre non mancano polemiche e pronostici prima del via, ma finalmente da martedì 16 la parola passerà soltanto al palco.

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