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Sanremo 2010: vince Valerio Scanu davanti ad Emanuele Filiberto

(foto: www.corriere.it) Amici di Sanremo. E della Sardegna. Per il secondo anno consecutivo è un prodotto del talent show di Maria De Filippi a trionfare al Festival. Da Marco Carta a Valerio Scanu, è[...]

Sanremo 2010: trionfa Valerio Scanu
(foto: www.corriere.it)

Amici di Sanremo. E della Sardegna. Per il secondo anno consecutivo è un prodotto del talent show di Maria De Filippi a trionfare al Festival. Da Marco Carta a Valerio Scanu, è la vittoria degli sms e dei teenagers: ma se un anno fa il verdetto poteva tutto sommato essere considerato equo tra i sorprendenti finalisti Povia e Sal Da Vinci, rimane difficile convincerci che Per tutte le volte che (scritta da un altro amico, Pier Davide Carone, in gara quest’anno) sia risultata migliore di Credimi ancora di Marco Mengoni, alla fine solo terzo ed incredibilmente preceduto anche da Italia amore mio del trio Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici.

È stato il trionfo dei ripescati: fuori la prima sera, grazie al televoto le prime due canzoni classificate hanno fatto partire la rimonta ma occorrerà ripensare al meccanismo dei messaggini perchè non sembra in grado di riconoscere la qualità dei pezzi e delle interpretazioni. Uno strumento troppo facile da utilizzare per tutti, che dà potere anche a chi di musica non s’intende e che premia l’idolo più che la canzone o il cantante. Non vedere in finale Ricomincio da qui di Malika non rende giustizia all’orchestra, che ha visto vanificato il proprio 50% dei voti, travolto da una massa di giovani sms.

Nato a La Maddalena il 10 aprile del 1990, Scanu è il più giovane vincitore della storia di Sanremo: non è scesa neppure una lacrima da un viso che dimostra più dei suoi 19 anni. Ed in fondo è normale: dopo aver fatto incetta di dischi di platino, come non aspettarsi una vittoria a Sanremo, divenuta un’ipotesi da non scartare dal momento del ripescaggio, dal momento in cui il duetto con Alessandra Amoroso che gli aveva tolto la vittoria ad Amici aveva stregato il pubblico, dal momento in cui era entrato in scena il televoto. Il problema è che oggi si bruciano le tappe con troppa facilità: purtroppo Marco Carta non ha passato un anno trionfale, auguriamo maggior successo a Scanu ma a 19 anni non puoi aver scalato classifiche ed avere già vinto Sanremo se non sei un fenomeno, cosa che francamente non si può dire del cantante sardo.

Palpabile era la delusione di Mengoni, unico musicista tra i finalisti nonchè unico vincitore credibile se si fosse dato più peso al giudizio di chi di musica ne mastica quotidianamente. Ma il problema è che molti dei telespettatori della finale neppure sapevano chi fosse Mengoni, trionfatore ad X Factor grazie alla forza della musica più che al suo personaggio. La vittoria di Scanu fa il paio con quella di Tony Maiello tra i giovani: più che i successi delle nuove generazioni, sono stati i trionfi dell’apparire, della popolarità che scatena la televisione e che i fans ripagano in questo modo. Vedere il nome di Scanu al fianco di quelli di Modugno o Ranieri può far sorridere ma non è che lo specchio della società di oggi.

Non c’è alcuna apparente spiegazione neppure per il secondo posto di Italia amore mio, fischiata dal pubblico in teatro ma evidentemente apprezzata dai televotanti: risibile credere che sia stata apprezzata la canzone o il messaggio patriottico contenuto in essa, a spaccare è stato lo strano trio e soprattutto la figura di Emanuele Filiberto, amato ed odiato dagli italiani a prescindere dai suoi effettivi meriti o dai suoi limiti. Una volta arrivava seconda la graffiante ironia di Elio e le storie tese, oggi basta un pezzo semi-recitato. Servirà comunque ripensare il meccanismo di votazione perchè se è vero che questo è il responso dell’Italia che acquista i dischi, lo è anche che Sanremo va in Eurovisione e che una volta erano altri gli ambasciatori della nostra musica all’estero. Canzoni come quella di Noemi o di Malika sfonderanno in radio e nelle vendite ma sembrano sprecate per Sanremo: troppo poca la qualità in grado di apprezzarle, ma così facendo si scoraggiano i grandi interpreti a tornare, da autori o da cantanti, in gara. Clerici-Scanu-Maiello: ha vinto il made in Italy. E chissenefrega se ormai siamo tutti in Europa.

Commenti dei lettori

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  • katia75

    21 Feb 2010 - 16:03 - #1
    0 punti
    Up Down

    il festival è solo amici e x factor ,raccomandati ,ditelo prima che allora non lo guardo,e non spreco arrabiature per canzoni migliori con voce e un senso logico,il festival và chi Sà CANTARE ED ESPREMERE LA CANZONE,NON CHI ESCE DA AMICI O ALTRO,IO CANTO CON GERRI SCOTTI LO TROVO PIù INTERESSANTE E PIù ARTISTICO CON TALENTI NATURALI ,2009,2010 TROVIAMO PERSONE CHE PENSANO DI VOLER CAMBIARE LA MUSICA ,MA SONO RAGAZZI MONTATI, QUESTO OFFRE AMICI ,CONSIGLIO CRESCETE NORMALI NON MONTATI,LE DOTI SONO NATURALI.KATIA75