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Che fine hanno fatto: 1) I Future

(foto: www.radioondaverdeblog.splider.com) In attesa di sapere chi condurrà il Festival 2011 (l’attesa dovrebbe prolungarsi fino alla fine dell’estate), ricominciamo il nostro viaggio nel[...]

Una foto di gruppo dei Future
(foto: www.radioondaverdeblog.splider.com)

In attesa di sapere chi condurrà il Festival 2011 (l’attesa dovrebbe prolungarsi fino alla fine dell’estate), ricominciamo il nostro viaggio nel tempo e nella storia di Sanremo. Prima di proseguire nella riproposizione di alcune delle edizioni più indimenticabili e prima di travestirci da statistici per scoprire non solo chi sono i plurivincitori del Festival ma anche altre curiosità, diamo il via ad una sfiziosa rubrica destinata a restituire alla memoria gruppi o cantanti che farebbero la loro figura a Meteore: in altre parole, andiamo alla ricerca di coloro che a Sanremo hanno partecipato in qualche rara occasione e che hanno fatto parlare di loro prima di ritornare nell’oblio. E facciamoci l’inevitabile domanda: che fine hanno fatto?

Il nostro percorso comincia con un gruppo che a fine anni ‘80 seppe riscuotere grandi successi ottenendo un primo ed un terzo posto nella categoria Nuove Proposte: si pensava dovessero essere i prodromi di una carriera da sballo ma qualcosa si inceppò. Stiamo ovviamente parlando dei Future, come molti di voi avranno già intuito. Il nome è già un programma, anticipatore di chissà quali novità, di chissà quale musica destinata ad aprire una nuova era. La band è composta da cinque elementi, tutti romani: i cantanti Antonella Colomba (vero nome Antonella Gaudenzillo), e Massimiliano Spurio, entrambi capaci di unire alla voce anche un aspetto fisico che non passa inosservato, il tastierista Davide Spurio, il batterista Gian Luca Tilesi ed il chitarrista Pietro Paolo Di Filippo. Hanno tutti poco più di vent’anni all’epoca dell’esplosione, maturata come al pari di tanti colleghi di quei tempi al Festival di Castrocaro del 1985, manifestazione ancora in vita ma sempre più ridotta ad un ruolo di nicchia stretta tra reality o talent show musicali.

L’anno del debutto sanremese è il 1987 con il brano Briciole di Pane scritto da Maurizio Festuccia: la concorrenza in quell’edizione è però qualificatissima, tra gli altri ci sono Paola Turci, Mariella Nava ed Andrea Mirò ma a trionfare sarà Michele Zarrillo, a cinque anni di distanza dalla sua ultima chiacchierata e discussa presenza sanremese. Per i Future ci sarà comunque un onorevole terzo posto alle spalle di Miki Porru, della scuderia di Red Canzian, ma soprattutto un pieno di simpatia da parte del pubblico ed anche da parte di Pippo Baudo, che adottò idealmente questi giovani ragazzi scherzando di continuo sulla pronuncia del nome oscillando tra quella inglese e quella letterale italiana. Fu l’anticipazione del trionfo dell’anno successivo.

Anche nel 1988 gli avversari saranno quasi gli stessi, con in più un giovane Stefano Palatresi della scuderia Arbore, ma Canta con noi, che vede tra gli autori anche i fratelli Reitano, Mino e Gegè, sarà senza rivali e regalerà la vittoria alla band romana. Ma da quel giorno le cose non vanno come sperato ed anzi i Future stabiliscono due primati poco invidiabili nella storia del Festival. In primo luogo, come annunciato dal conduttore Miguel Bosè, l’edizione 1988 avrebbe dovuto essere la prima a dare diritto ai vincitori della categoria Nuove Proposte ad essere ammessi l’anno dopo nella sezione Big. Peccato che le cose andranno diversamente perchè nel 1989 il Festival passò dall’organizzazione di Ravera a quella di Adriano Aragozzini, che non confermò tale novità.

Così, ed ecco il secondo “record”, i Future furono i primi e finora unici vincitori “Giovani” a gareggiare nuovamente tra le Nuove Proposte: accadde nel ‘90 ma la loro Ti dirò, che vedeva tra gli autori anche lo stesso Davide Spurio, centrò solo la finale ma non il podio. Fu il canto del cigno a livello di popolarità nazionale: il gruppo rimase insieme ancora qualche anno ma non seppe più produrre nulla di musicalmente rilevante, il mercato discografico si dimenticò presto di loro così la scelta di sciogliersi e prendere ciascuno la propria strada divenne inimitabile. Benedetto-maledetto Sanremo, allora, e quel cambio di regolamento che, forse, segnò la precoce fine del sogno di un gruppo di ragazzi.