Sanremo. Il Pagellone della Nuova Generazione e degli album

(foto: www.riviera24.it) Analizzata le performances dei quindici Artisti (e data un’occhiata all’andamento dei loro dischi appena pubblicati), focalizziamo ora l’attenzione sui dieci[...]

Maiello & Maionchi: accoppiata vincente
(foto: www.riviera24.it)

Analizzata le performances dei quindici Artisti (e data un’occhiata all’andamento dei loro dischi appena pubblicati), focalizziamo ora l’attenzione sui dieci giovani esponenti della Nuova Generazione che si sono dati battaglia all’Ariston. Come noto, da quest’anno è stato possibile fruire delle canzoni in concorso già da dicembre: i quasi 900 pezzi che sono stati presentati erano ascoltabili sul sito ufficiale del Festival, pertanto è stato possibile assistere via via alla scrematura che ha portato alla scelta dei dieci cantanti che hanno effettivamente calcato il palco dell’Ariston. Nessuno si offenda allora se diciamo che qualcuna delle canzoni escluse era migliore di altre che invece sono state ammesse. Come successo tra gli Artisti, anche per i giovani ha pagato la popolarità: ha trionfato il pur bravo Tony Maiello, amato dal pubblico che lo segue dai tempi della finale di X Factor, ma gli stessi meriti avrebbe avuto Nina Zilli, che sta molto davanti a Maiello nella classifica dei dischi venduti.

Nicolas Bonazzi - Dirsi che è normale: di lui si cominciò a parlare già diverse settimane prima del Festival a causa di quella misteriosa comparsa della sua canzone su myspace e di una vecchia intervista a Tgcom in cui già parlava del pezzo in concorso. Stretto da una concorrenza agguerrita, non è riuscito a qualificarsi per la finale ma la sua voce e la sua originalità di compositore non gli precludono la possibilità di sfondare. Voto: 6.

Jessica Brando - Dove non ci sono ore: la partecipazione al Senso della vita e la qualificazione alla finale nonostante l’impossibilità di cantare dal vivo perchè la mezzanotte era già passata. È destino che la bella cantante grossetana (che a Sanremo ha sfoggiato abiti Dolce e Gabbana) faccia parlare di sè: ma tutto sembra pronto affinchè possa cominciare a fare strada anche grazie alle sue straordinarie doti vocali. Ricordiamo che ha pur sempre quindici anni: non fosse stato per la canzone, non proprio indimenticabile, avrebbe potuto benissimo puntare alla vittoria. Voto: 7.

Broken Heart College - Mesi: Sonohra si nasce. O meglio, si può anche diventare ma occorre un pò di praticantato. L’idea del duo giovanile per teenagers non è nuovissima, il loro pubblico comunque ce l’hanno ed il passo falso sanremese, con una canzone troppo banale, monocorde e priva di contenuti, potrebbe anche essere un incidente di percorso: d’altronde è ancora nelle orecchie di tutti il successo tormentone di Nanana. La conferma delle potenzialità è data dalla risposta del pubblico: il loro album Class of 2010, uscito il 19 febbraio, è al quarantesimo posto della classifica davanti, tra gli altri, a Tony Maiello. Voto: 5.5.

Mattia De Luca - Non parlare più: la finale l’ha dovuta vedere solo in televisione, ma un posticino per Mattia ci sarebbe anche potuto stare. Bella la sua canzone scritta con Francesco Tricarico, forse troppo per il pubblico sanremese. Insomma, si torna sempre al solito tema di discussione: è giusto che i Big possano esibirsi quattro volte mentre i giovani, che spesso (ed è il caso di De Luca) hanno progetti artisticamente non inferiori a quelli dei cantanti già affermati, debbano giocarsi tutto in meno di quattro minuti magari in piena notte? Il 19 febbraio è comunque uscito Dreamers, il nuovo album di De Luca composto da tredici canzoni scritte in italiano ed in inglese, “lingua madre” musicalmente parlando di Mattia che si avvale della collaborazione di Phil Palmer. Da seguire. Voto: 6.5.

La Fame di Camilla - Buio e luce: non c’è alcun dubbio, dal punto di vista artistico e dell’arrangiamento il loro progetto era il migliore insieme a quello di Nina Zilli. Farà strada, e tanta, la band pugliese-albanese. Buio e luce era una bella canzone che avrebbe meritato la finale se non la vittoria, ma è certo che questa delusione rimarrà una delle ultime della carriera di un gruppo destinato a fare carriera grazie anche alla grande vena di cantautore di Ermal Meta, la voce del gruppo. Il 19 febbraio è uscito l’album omonimo e lunedì 8 marzo è partito da Napoli il loro tour, diviso tra l’incontro con i fans in negozi di musica di tutta Italia e l’esibizione del vecchio e nuovo repertorio, inclusa ovviamente Storia di una favola, singolo d’esordio. Verona, Milano, Genova, Torino e Roma le altre tappe del tour. Sono tra i quattro della Nuova Generazione presenti nei primi cento posti della classifica di vendita dei dischi: occupano il 72° posto. Voto: 7.5.

Tony Maiello - Il linguaggio della resa: talento e voce indiscutibili, vittoria che non ha fatto scandalo nè ha sorpreso più di tanto (considerando anche la potenza dei televotanti). Dalla scuderia di Mara Maionchi, ecco a voi l’ultimo prodotto di qualità. Tony da Castellamare ha trionfato grazie ad una canzone non banale nè semplice da eseguire (anche se circolano le solite maldicenze riguardo al fatto che possa trattarsi di un plagio di Villaggio piccolo di Giusy Ferreri). Ma oggettivamente c’era chi avrebbe potuto vincere al posto suo, senza per questo mettere in discussione le sue doti. È semplicemente un discorso di progetto artistico, di qualità della canzone ed interpretative. Decimo tra le canzoni più trasmesse dalle radio, a testimonianza della buona fattura del prodotto, è però solo al 42° posto nella classifica degli album più venduti: omonimo alla canzone sanremese, è uscito il 19 febbraio e contiene dieci pezzi tra inediti e tracce già presenti nel suo precedente cd Ama calma. Può fare meglio. Voto: 6.5.

Luca Marino - Non mi dai pace: il quarto incomodo. Alzi la mano chi si aspettava la presenza in finale del cantautore varesino. Tra Maiello, Zilli e Brando, Marino ha saputo inserirsi a spese di Meta & c. ma non ha rubato nulla. Elegante pur nella sua semplicità e nelle sue tracce di baglionesimo, Non mi dai pace ha stregato il pubblico anche grazie ad una voce forse comune ma regolare. Per uno che ama i fumetti, sembra davvero una bella favola. Il 19 febbraio è uscito il suo lavoro Con la giacca di mio padre. Voto: 6.5.

Jacopo Ratini - Su questa panchina: dalla vittoria di Sanremo Lab ad una concorrenza troppo agguerrita per sperare di fare il bis. Comunque la canzone in concorso non era affatto male, anzi, e davanti ad una platea magari più competente (o magari ad un regolamento che non porta solo due canzoni per sera in finale) avrebbe potuto anche fare strada. Elegante, musicalmente interessante: un ragazzo da seguire, come il suo album dal titolo Ho fatto i soldi facili, uscito il 19 febbraio e contenente nove canzoni più una versione acustica. Voto: 7.

Romeus - Come l’autunno: c’era troppo Tricarico nella canzone del secondo vincitore di Sanremo Lab per sperare di avanzare nella gara. Nulla contro il cantautore milanese, anzi personalmente lo apprezziamo tanto ma il pubblico di Sanremo chiede altro. Bel pezzo, profondo e ben arrangiato, ma di fronte alle melodie tipicamente sanremesi di chi è andato in finale c’era poco da fare. Ma le possibilità per farsi spazio nel mondo della musica ci sono tutte a cominciare dal suo disco Romeus uscito il 19 febbraio. Voto: 6.

Nina Zilli - L’uomo che amava le donne: presenza scenica, voce non comune ed una canzone magari di non semplicissima lettura ma una spanna sopra a tutte le altre della sua categoria. Resta davvero difficile capire come Nina non abbia ottenuto una vittoria che avrebbe meritato. Insieme a Kaballà ha confezionato un prodotto di primissima qualità e pare che davvero tutti se ne siano accorti: dalla critica che l’ha premiata a Sanremo ai fruitori di musica che hanno fatto schizzare il suo album, Sempre lontano, comprendente pezzi nuovi e vecchi del suo repertorio, al dodicesimo posto delle classifiche di vendita, un risultato straordinario considerando che si è esibita solo due volte a Sanremo ed in orari non proprio normali. E la canzone sanremese è in quarta posizione in radio, ulteriore testimonianza della sua orecchiabilità oltre che della sua fattura. Voto: 8.

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