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Ricordando Vianello: Sanremo 1998

(foto: 1.bp.blogspot.com) Quella tra Raimondo Vianello ed il Festival di Sanremo è la storia di un lungo inseguimento. Con Pippo Baudo e Mike Bongiorno a spartirsi quasi metà delle conduzioni, lui,[...]

Annalisa Minetti trionfa a Sanremo '98
(foto: 1.bp.blogspot.com)

Quella tra Raimondo Vianello ed il Festival di Sanremo è la storia di un lungo inseguimento. Con Pippo Baudo e Mike Bongiorno a spartirsi quasi metà delle conduzioni, lui, uomo di teatro e di cinema ma anche di televisione, non fu quasi mai preso in considerazione per presentare la kermesse canora nazionale. Colpa forse di quell’ironia pungente, intelligente ma a volte troppo diretta che gli causò anche una censura dalla Rai, nel 1959, quando con l’inseparabile compagno-amico Ugo Tognazzi diede vita ad una divertente ma forse troppo irriverente parodia del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, alle prese con il suo vizietto del bere. Raimondo non se la prese troppo, e riprese a lavorare normalmente per la tv di stato: e probabilmente il non essere mai stato preso in lizza per Sanremo non gli ha mai creato tanto dispiacere, lui abituato sì alla conduzione ma a quella libera, senza schemi e non intrappolata nelle rigide scalette sanremese. E, con la sua innata pigrizia, l’avreste mai visto intento ad infinite prove settimane prima del via? Eppure, è legata proprio al suo nome la prima edizione televisiva del Festival.

Il 27 gennaio 1955 è il giorno d’inaugurazione della quinta edizione di Sanremo: per la prima volta arriva la diretta televisiva, la Rai è nata da un anno e dopo quattro anni in cui si era solo potuto immaginare lo scenario del Casinò Municipale dove andava in scena la gara, finalmente il Festival diventava anche uno spettacolo visivo. Il collegamento con la prima serata inizia alle 22.45, subito dopo la fine di Un, due, tre, lo storico programma condotto proprio da Vianello e Tognazzi. Ma da quel giorno le frequentazioni sanremesi di Raimondo finirono. Ci vollero altri quarantre anni per ricollegare il suo nome al Festival della Canzone Italiana.

Da sedici anni ormai punto fermo della concorrenza, Vianello viene scelto a sorpresa nel 1998 per condurre la quarantottesima edizione: non siamo ancora in tempi di Raiset, ma sicuramente la scelta fece scalpore anche perchè, dopo un quinquennio di conduzioni (e direzioni artistiche) firmate Baudo, dal ‘97 si decise di voltare pagina, e di guardare alla storia della televisione italiana, ma anche alle reti commerciali: così dopo il clamoroso ritorno sul palcoscenico sanremese di Mike Bongiorno chiamato alla sua dodicesima presentazione del Festival diciotto anni dopo l’ultima, si pensò a Vianello per dare un inedito tocco di ironia ad una manifestazione sempre molto seriosa. E l’idea piacque, dal momento che nei due anni successivi si percorse la stessa strada con Fabio Fazio che a dir la verità avrebbe dovuta già essere impiegata in quell’anno, ma che saltò per motivi mai ben precisati.

Si era reduci dai clamori dell’edizione precedente, vinta a sorpresa dai Jalisse, che, grazie ad un regolamento che favoriva le Nuove Proposte, rinverdirono la tradizione del mordi e fuggi sanremese, ovvero del vinci, prendi la gloria e poi torni nel dimenticatoio, una tendenza che sembrava essersi esaurita negli anni ‘70. Per l’edizione successiva la musica non cambiò, anzi la giuria di qualità non poteva votare le canzoni in gara ma solo assegnare i premi al miglior testo, alla miglior musica ed al miglior arrangiamento: le polemiche divamparono ma ne uscì un’edizione brillante anche se non memorabile quanto ai dati d’ascolto, tenuta in piedi più dal conduttore che dalle canzoni: a dispetto dei suoi 76 anni e del solito lavoro massacrante richiesto ai conduttori nella serata sanremese, Vianello seppe tenere la scena con esperienza e simpatia, seppur tenendo fede ad un canovaccio già visto. Nel rispetto della tradizione delle vallette bionda e bruna di baudiana memoria, il mix delle due donne è cucito su misura per scatenare l’ironia del conduttore, perchè al fianco della bellissima modella ceca Eva Herzigova, che rappresentava al meglio il clichè della finta svampita che non sa l’italiano con la quale Vianello finge di “provarci”, nonchè spalla ideale per le sagaci battute di Raimondo con destinatrice la moglie Sandra, ecco spuntare l’attrice emergente Veronica Pivetti, sorella d’arte, che certo non poteva competere in bellezza con la dirimpettaia ma chiamata a fare la parte del “brutto anatroccolo”.

Si doveva fare i conti con una novità regolamentare destinata ad entrare subito in vigore: i primi tre classificati della categoria Giovani, decisi come sempre il venerdì, avrebbero poi avuto la possibilità, il giorno successivo, di competere anche con i Campioni. Insomma, il rischio di vedere trionfare ancora dei carneadi era un’eventualità possibile tanto più che a livello qualitativo il cast non era dei migliori: c’è però curiosità per l’esordio assoluto da solista di Antonella Ruggiero, per i ritorni di Ivana Spagna e Ron, quest’ultimo a due anni di distanza dalla vittoria in coppia con Tosca con Vorrei incontrarti tra cent’anni. Ma come sempre non mancano i maliziosi che sospettano sul repentino cambio di regolamento, sottintendendo una corsia preferenziale per Annalisa Minetti, la cantante milanese, non vedente dal ‘96, che l’anno prima di esordire a Sanremo aveva partecipato a Miss Italia dove, pur senza vincere, aveva fatto molto parlare di sè dichiarando senza mezzi termini di voler fare la cantante. Il brano Senza te o con te è musicalmente interessante e piuttosto enigmatico da interpretare: scritto da Massimo Luca, fa riferimento ad una ragazza che ascolta la radio in una stanza buia ma non si capirà mai se quel Senza te sia riferito alla perdita di un amore o della vista. Fatto sta che il suo stile capace di passare da tonalità bassissime ad una potenza anche troppo liberata in molte parti del testo colpisce la giuria popolare (ma non quella di qualità, critica fino alla fine ma impotente) e s’intuisce subito che c’è aria di doppietta.

Così sarà e la Ruggiero, condizionata nella serata finale da un abbassamento di voce che ne mette addirittura in dubbio l’esibizione, si deve accontentare del primo dei suoi tanti secondi posti da solista a Sanremo con la sua soave ma non eccezionale Amore lontanissimo. Il trionfo dei Giovani, nel cui cast mancano interpreti di spiccato valore, è completato dal terzo posto di Lisa, seconda il giorno precedente, con Sempre. Quarta Paola Turci, solo ottavo Ron, addirittura ultimo Enzo Jannacci, pur insignito del premio per il miglior testo, mentre undicesimo si classifica Alex Baroni, alla sua ultima partecipazione sanremese prima della tragica scomparsa avvenuta nel 2002. Ma il vero successo, quello delle vendite, non arriverà mai per la vincitrice come per nessuno dei partecipanti, eccetto forse Niccolò Fabi con la sua Lasciarsi un giorno a Roma. Per la Minetti la carriera di cantante continuerà ma senza i picchi sperati. Neppure gli ospiti stranieri lasciano ricordi indimenticabili: convince Michael Bolton con il suo Nessun dorma, mentre i Backstreet Boys incantano solo le ragazzine così a rimanere nella memoria sono le esibizioni di Josè Feliciano, con il suo immortale Che sarà e soprattutto Madonna che scala le classifiche con Frozen ma che si lascia andare soprattutto ad un bello sketch con un impassibile Vianello, che intasca un bacio dalla pop-star senza battere ciglio. E rimarrà proprio questo il più bel ricordo che il pubblico sanremese porterà con sè del grande Raimondo, signore di una tv che ci manca tanto.

La classifica finale del Festival di Sanrem0 1998:

1°: Annalisa Minetti con “Senza te o con te”
2°: Antonella Ruggiero con “Amore lontanissimo”
3°: Lisa con “Sempre
4°: Paola Turci con “Sola come me”
5°: Silvia Salemi con “Pathos”
6°: Mango e Zenima con “Luce”
7°: Luca Sepe con “Un pò di te”
8°: Ron con “Un porto nel vento”
9°: Niccolo Fabi con “Lasciarsi un giorno a Roma
10°: Andrea Mingardi con “Canto per te”
11°: Alex Baroni con “Sei tu o lei (quello che voglio)”
12°: Ivana Spagna con “E che mai sarà”
13°: Piccola Orchestra Avion Travel con “Dormi e sogna”
14°: Sergio Caputo con “Flamingo”
15°: Nuova Compagnia di Canto popolare con “Sotto il velo del cielo”
16°: Paola e Chiara con “Per te”
17°: Enzo Jannacci con “Quando un musicista ride”.