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Che fine hanno fatto: 3) Luis Miguel

Di lui avremmo voluto parlare più avanti nella nostra rubrica, facendone uno dei re indiscussi di questa piccola Meteore sanremese, ma l’attualità ci impone di anticipare i tempi. E di farlo[...]

Luis Miguel oggi

Di lui avremmo voluto parlare più avanti nella nostra rubrica, facendone uno dei re indiscussi di questa piccola Meteore sanremese, ma l’attualità ci impone di anticipare i tempi. E di farlo all’insegna del paradosso perchè lui, ragazzo di allora, non ha accettato l’idea che il tempo passasse, che quella figurina di un Festival di cinque lustri fa diventasse sbiadita, che l’idolo delle ragazzine anni ‘80 fosse diventato un grassottello quarantenne ed allora ha voluto provare a fermare il tempo, a cancellare qualche chilo di troppo con la chirurgia piuttosto che con una bella dieta. E per poco non ci rimetteva la pelle. Lui è ovviamente Luis Miguel, la pop-star messicana, autentico vanto del paese centroamericano e sempre presente sulla breccia del mondo musicale.

Un’infezione derivata da un intervento di liposuzione l’ha mandato in terapia intensiva: se l’è cavata, ma milioni di fans hanno tremato, prima di poter tornare ad ascoltare il loro idolo senza alcuna paura. El Sol del Mexico, suo storico soprannome, ha da poco compiuto quarant’anni: nato a San Juan il 19 aprile del 1970, il suo è uno strano caso di meteora… solo italiana. Perchè sbaglia chi penserebbe ad un cantante capace di vivere solo un fugace attimo di gloria, la realtà è che il suo passaggio sanremese vecchio ormai di venticinque anni servì per farlo conoscere in Italia ma che la sua carriera internazionale non si è mai arrestata e prosegue all’insegna di continui successi. L’obiettivo di quel Sanremo ‘85 è stato comunque raggiunto in pieno se è vero che, seppur di fatto non abbia più messo piede nel nostro paese, sono tuttora tantissimi (anzi, tantissime…) le sue fans in giro per lo Stivale, impossibilitate magari a seguire le tappe dei suoi concerti ma aggiornatissime su tutto.

L’Italia che l’ha lanciato nel panorama musicale è da sempre nel suo destino, anzi nel suo sangue: Luis è infatti un figlio d’arte perchè la madre fu l’italianissima, di Carrara, Marcella Basteri, di cui non si hanno più notizie dal 1986, quando sparì misteriosamente all’aeroporto di Pisa al culmine di un matrimonio tormentato, ma anche il padre, il famoso chitarrista Luisito Rey (scomparso nel 1992), ha rappresentato qualcosa di importante nel panorama musicale spagnolo degli anni ‘60, oltre ad essere stato l’agente del figlio nei primi anni di carriera.

E proprio in quegli anni un giovanissimo Luis si affacciò sulla scena della musica italiana, sebbene all’estero fosse già conosciutissimo grazie al suo precoce debutto, giunto addirittura all’età di dieci anni. Rimane ancor oggi il più giovane cantante ad essersi esibito tra i Campioni, categoria cui potè accedere anche grazie al, moderato, successo di Non mi devi trattar così, presentata in concorso al Festival di Saint Vincent del 1984, suo debutto ufficiale nel mercato italiano. Noi, ragazzi di oggi fu una canzone scritta per lui da Toto Cutugno e da Popi Minellono: sembrava un abito cucito su misura per questo interprete giovanissimo, che faceva delirare le ragazzine con il suo visetto furbo da eterno sognatore. Il suo look durante le serate sanremesi, a dir la verità, parve un pò troppo serioso per la sua età con quel doppiopetto bianco ma la presenza scenica conquistò il pubblico: la canzone più che interpretata viene recitata, con tanto di strappo rabbioso al papillon mentre canta l’inno alla gioventù del tempo. Successo inevitabile, anche se il secondo posto alle spalle degli inarrivabili Ricchi e Poveri risulta insperato anche per i suoi manager: sembra l’avvio di un’irresistibile carriera italiana, con lo stesso titolo della canzone uscirà poco dopo un album campione di vendite in Italia. E subito dopo ecco una trionfale tourneè estiva ma poi, complice anche il mistero legato alla madre (della quale Luis non ha mai voluto parlare), il suo rapporto col Belpaese ha subito una brusca interruzione e di fatto solo la folta comunità di fans che ancora conserva in Italia ne mantiene il ricordo nel nostro paese.

Oggi fare il nome di Luis Miguel all’estero significa evocare il sinonimo di continui successi e soddisfazioni, concerti da sold out: da Navidades, datato 2006, un greatest hits di canzoni natalizie spagnole, fino a Complices, l’ultimo album del 2008 che ne ha segnato il ritorno dopo un quinquennio, la sua carriera è in crescita continua, solo Madonna vende più dischi di lui per la Warner. Basti pensare ad esempio che fa parte del gruppo dei cantanti scelti per interpretare Somos El Mundo, la versione spagnola di We are the world, nata da un’idea di Gloria Estefan e del marito per aiutare la popolazione di Haiti. Ma non c’è solo la solidarietà nel mondo di Luis, che vede progredire sempre di più la propria popolarità ed i propri guadagni: nello scorso febbraio ha infatti firmato un contratto con la Live Nation Entertainement, una società che in cambio di quella che è stata definita una “cifra record” per il mondo della musica gestirà le prossime attività del cantante (si parla dei prossimi cento show) fino al settembre 2011, dal nuovo disco al futuro tour mondiale. Insomma, il ragazzo di allora oggi è cresciuto, magari è ingrassato un pò ma non ha perso la capacità di infiammare i suoi fans che neppure in Italia si sono dimenticati di lui.