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Il ritorno di Paola Turci

Il rischio di finire nella rubrica dei desaparecidos non l’avrebbe corso comunque, perchè è stata una veterana del Festival e dal palco dell’Ariston ha preso il volo verso una carriera[...]

Paola Turci torna sulle scene con "Giorni di rose"

Il rischio di finire nella rubrica dei desaparecidos non l’avrebbe corso comunque, perchè è stata una veterana del Festival e dal palco dell’Ariston ha preso il volo verso una carriera interessante e mai banale, ma certo in molti si saranno chiesti negli ultimi quattro anni che fine avesse fatto Paola Turci. La risposta è finalmente arrivata, sotto forma di un complesso progetto letterario-musicale che dopo quasi un lustro di silenzio la riporta alle cronache e soprattutto al giudizio del mercato musicale.

Certo la strada scelta è abbastanza curiosa per colei che fin dagli esordi, sanremesi e non solo, si era evidenziata per la sua buona vena cantautorale: oggi, invece, Paola torna con un cd sul mondo femminile composto da sette canzoni scritte per lei da altrettante muse al femminile, da Nada a Carmen Consoli passando per Marina Rei, Grazia Verasani, Naif Herin, Chiara Civello e Ginevra Di Marco. Chiaro l’intento di fotografare il complesso universo femminile da un punto di vista diverso dal suo, lei che alle donne ed all’amore ha dedicato più di un verso in passato. Compresa nell’album anche la cover di Lunaspina, pezzo di Ivano Fossati portato al successo vent’anni fa da Fiorella Mannoia.

Era il 1986 quando fece il suo esordio a Sanremo a 22 anni con L’uomo di ieri, scritta da Mario Castelnuovo: tornerà l’anno dopo ma tra Zarrillo ed i Future non c’è spazio per il suo delicato Primo tango, solo i giornalisti sanno valorizzarla e le assegnano il primo di tre Pemi della Critica, riconoscimento che farà suo anche l’anno successivo e nel 1989 quando con Bambini Paola Turci riuscirà finalmente a trionfare nell’inedita categoria Emergenti, una sorta di trait d’union tra Giovani e Big. Spiccato il volo verso la musica “dei grandi”, seguiranno altre cinque apparizioni a Sanremo: sempre finalista, a partire dall’orecchiabile Ringrazio Dio (in cui spiccano i versi “al mio uomo che è fuggito via, nemmeno un pò d’affetto“, primo segnale di un difficile rapporto con il mondo dell’amore; si ricorda di lei una storia con l’ex tennista Paolo Canè) passando per Volo così (1996, che è anche stato il titolo del suo album del decennale della carriera nello stesso anno) fino a Saluto l’inverno, con cui si classifica quinta nel 2001 in quella che rimane a tutt’oggi la sua ultima apparizione sanremese.

La sua carriera artistica tuttavia non può che essere stata condizionata dal grave incidente automobilistico subito nel 1993 in Calabria: se la caverà, ma qualche brutta cicatrice, conseguenza delle grave lesioni a fronte e labbra, rimarrà a segnare per sempre un’esistenza che da quel giorno, sono sue parole, “non fu più la stessa: ora ho la consapevolezza di voler essere me stessa, con le mie cicatrici interiori ed esteriori” dopo aver passato invece molti anni nel tentativo di nascondere attraverso il look ed i capelli i segni dell’incidente.

Così dopo essersi guardata dentro per quattro anni (durante i quali comunque l’abbiamo vista a Sanremo nel 2008 quando ha affiancato insieme a Marina Rei Max Gazzè in Il solito sesso nella serata dei duetti per un trio già collaudato da una precedente tournée insieme datata 2007), Paola è tornata sulla scena nel giugno 2009 con Attraversami il cuore ed ora è pronta per “esprimere l’energia che ho ritrovato”. Così il 27 aprile, un anno dopo aver esordito come conduttrice radiofonica su Radio Due con “La mezzanotte di Radio Due”, ecco uscire Giorni di rose: si tratta dell’ultima parte di una trilogia iniziata con il libro Te accanto e proseguita appunto ad ottobre con Attraversami il cuore. Un percorso che conferma come ormai la traiettoria professionale di Paola sia cambiata: basta rock, spazio invece ai sentimenti ed a tonalità quasi d’altri tempi. Con Giorni di rose (anticipato dall’uscita il 2 aprile del singolo Danza intorno al sole) ci si concentra sul sempre enigmatico e contraddittorio mondo delle donne, che narrano in prima persona storie di vita da cui, come sostiene Paola, esce una donna “volubile ma estremamente determinata, in amore e non solo”. Entro la fine del 2010 uscirà un altro album in cui la cantautrice romana ha già preannunciato toni meno impegnati e profondi rispetto al recente passato, in cui si vedrà una Paola più ottimista, più serena. Non resta che verificare se e come Paola Turci sia davvero cambiata.