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Nasce Area Sanremo: più spazio ai dialetti

È stato presentata AreaSanremo, l'evoluzione di Sanremo Lab: la novità è la nascita di una sezione, Sanremo Doc, dedicata appositamente ai testi in dialetto. Nomi vip nelle commissioni.

Il logo di Area Sanremo

Mentre in Rai si riflette sul nome, o meglio sui nomi, cui affidare la conduzione del Festival 2011, la macchina organizzativa si è già rimessa in moto. Il Comune di Sanremo ha infatti presentato nella mattinata di martedì Area Sanremo, che altro non è che l’evoluzione di Sanremo Lab, una sorta di settore giovanile della kermesse canora, un laboratorio che dovrebbe sfornare giovani talenti della musica italiana da consacrare al Festival. Perchè se Sanremo regala gloria al vincitore, vuoi mettere la gioia della città nel vedere trionfare una Laura Pausini, che seppur non proveniente dalla “cantera” era di fatto nata sul palco dell’Ariston, o addirittura Arisa, che due anni fa vinse tra i Giovani proprio dopo essere stata lanciata dall’accademia sanremese? Peccato che nella scorsa edizione non sia andata bene, anche se la qualità dei due promossi dal “Lab” non era da buttare.

Gran cerimoniere della manifestazione l’amministratore delegato della Spa Sanremo Promotion Giorgio Giuffra. La novità principale consiste nell’allargamento anche ai giovani della possibilità di presentare canzoni in dialetto: così al classico Sanremo Lab s’affianca SanremoDoc, ovvero una sezione dedicata appositamente ai brani dialettali, che sarà presieduta da Maurizio Coruzzi, ovvero Platinette. Paolo Limiti sarà invece alla guida della sezione tradizionale che vedrà tra i commissari anche Elenoire Casalegno mentre il comitato artistico di coordinazione sarà affidato a dj Ringo, direttore artistico di Virgin Radio che sarà coadiuvato da Bruno Sartori e Paolo Giordano.

Il termine per iscriversi scadrà il 10 settembre, poi via ai corsi di formazione: dopo una prima selezione emergeranno cinquanta pre-finalisti (40 per Sanremo Lab e 10 per Sanremo Doc), che poi si ridurranno a dieci, quindi toccherà alla Rai fare le ultime scelte dei due talenti da portare a Sanremo 2011, che potrebbero salire a tre se la categoria Giovani (o come si chiamerà) sarà portata da dieci a dodici partecipanti. “Per la città il Festival è uno strumento importantissimo per farsi conoscere fuori dalla regione ed anche all’estero: puntiamo molto su Area Sanremo” ha detto il sindaco Zoccarato, prima di dedicarsi ad altre riflessioni. Entusiasta anche Giuffra che anticipa partnership con la Rai: “L’emittente di stato ci ha garantito ampia visibilità (si parla insistentemente di collocare le selezioni finali all’interno della nuova Domenica In di Lorella Cuccarini: speriamo almeno che non si usi il televoto…, ndr). E non escludo che Area Sanremo possa diventare in futuro un vero format”. E qui casca l’asino: la musica italiana ha bisogno di veri talenti, di spettacoli sforna-stelle ce ne sono abbastanza. I veri fenomeni non nascono in tv.

Toni trionfalistici a parte, come potrà comprendere chi già conosce i meccanismi festivalieri, in realtà non è cambiato molto: il nuovo nome serve per aumentare il glamour ma nei fatti non c’è nessuna certezza di vedere salire sul palco giovani fenomeni. Nè pensiamo sarà molto alto il numero dei ragazzi che scommetteranno sul dialetto: già vengono fatti esibire a tarda notte e in tre minuti si giocano tutto, sarebbe tafazziano tagliare fuori buona parte del pubblico con slang magari incomprensibili. Inevitabile poi farsi qualche domanda sui membri della commissione: sarà stato sufficiente alla Casalegno aver convissuto con un musicista (Omar Pedrini) per poter giudicare armonie e qualità dei pezzi di ragazzi che magari si preparano da mesi? E Platinette: Amici e X Factor sono belli ma non abbiamo bisogno di repliche. Sarebbe auspicabile che i veri laboratori della musica come questo si affidassero ad autentici talent scout.