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Sanremo 2o11: ok, il trio sarà giusto?

Altro giro, altre voci. Ma questa volta sembra quella buona: potrebbe esserci un trio alla conduzione di Sanremo 2011. Un trio composto da due miti della canzone italiana come Gianni Morandi e Massimo Ranieri coadiuvati da Belen. E forse torna anche il Dopofestival.

Mauro Mazza, direttore di Rai Uno

Forse è la volta buona. Dopo i solisti (Conti, Facchinetti) e le strane coppie (Belen-De Sica), e dopo le voci su un Clerici-bis, si è provato con i terzetti. Ma Greggio-Belen-Facchinetti era davvero un mix troppo ardito da presentare sul palco dell’Ariston. Molto meglio quelli che, al 99,9% per dirla con Mourinho, dovbrebbero realmente presentare la 61° edizione del Festival di Sanremo. Un trio davvero esplosivo, di sicuro il più “titolato” che la storia della kermesse ricordi, quello composto da Gianni Morandi e Massimo Ranieri, sempre “spalleggiati” da Belen Rodriguez.

Stando alle anticipazioni de La Repubblica, le trattative con i tre sarebbero ad uno stato molto avanzato, nonostante il direttore Mauro Mazza (nella foto) avesse rinviato ogni decisione a dopo l’estate. Ed in effetti siamo tutti un pò abituati a conoscere i conduttori di Sanremo se non in concomitanza con le prime foglie che cadono quantomeno quando sdraio e lettini da mare sono già stati riposti da tempo in soffitta, ma evidentemente le logiche di Viale Mazzini vogliono anticipare i tempi. Ad accompagnare queste voci, ci sono alcune certezze. Innanzitutto le conferme di Gianmarco Mazzi nel ruolo di direttore artistico, dopo le “dimissioni” dello scorso febbraio e quella di Marco Sabiu, una delle “rivelazioni” della scorsa edizione, alla direzione dell’orchestra. Inoltre le selezioni dei giovani saranno contenute nell’edizione di Domenica In al via alla fine di settembre ed affidata quest’anno a Lorella Cuccarini: un’idea intelligente per rendere il tutto molto più trasparente. Molto più di un’ipotesi sarebbe anche il ritorno del Dopofestival, magari da affidare, quello sì, a Francesco Facchinetti in compagnia di Mara Maionchi, sempre secondo La Repubblica.

Ovviamente non mancano motivi “politici” dietro ad una scelta così sorprendente: su tutti la necessità di “risarcire” Morandi dopo il brusco taglio del remake di Canzonissima, previsto come il programma-cult dell’autunno, magari da abbinare alla Lotteria Italia, ma poi sfumato. Non va dimenticato poi che il manager di Belen è un certo Lucio Presta, lo Jorge Mendes (tanto per riparlare di Mourinho) della televisione italiana, che dopo il ritorno alla Rai della compagna Paola Perego riuscirebbe ad installarsi anche a Sanremo. Una scelta che unisce ad una showgirl alle prime armi da conduttrice, ma che comunque ha mostrato di poter avere un discreto futuro come intrattenitrice, un pezzo di storia della musica italiana come Morandi ormai collaudato da anni nel ruolo di presentatore ed un altro simbolo della canzone italiana come Ranieri, anch’egli comunque con una certa esperienza davanti alle telecamere. Quel che è certo è che un conto è condurre degli one man show, come fatto tante volte da Morandi e come è capitato anche a Ranieri con Siamo tutti invitati. Citofonare Calone (il vero cognome del cantante napoletano, ndr), un altro è trainare un carrozzone come Sanremo, con pochi tempi morti, una scaletta da rispettare ma anche un pò di spazio per le improvvisazioni. Ecco, proprio la capacità di catturare l’attenzione del telespettatore essenzialmente grazie alle due personalità in questione ed al loro grande passato dev’essere stato alla base della scelta della Rai, se questa sarà.

Per un compito del genere ci vogliono conduttori professionisti che siano allo stesso tempo animali da teleschermo: Paolo Bonolis ne è l’esempio più lampante, e forse è anche per questo che candidature come quelle di Carlo Conti o Fabrizio Frizzi non sono mai state realmente prese in considerazione. Sarebbe un Festival privo di presentatori “professionisti” ma con tanta storia alle spalle: un Festival in grado di catturare la curiosità dei teleutenti. Il vero obiettivo di Mamma Rai.