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Area Sanremo si scaglia contro X Factor

Chiamatele scenate di gelosia, o più semplicemente dispettucci tra reti televisive. Area Sanremo vs X Factor: la nuova accademia di talenti dice no al diritto di mandare al Festival il vincitore del talent show. Lotte interne, a tutto discapito della qualità.

Marco Mengoni, star dell'ultimo Sanremo
(foto: www.padovanews.it)

È appena nato ma ha già emesso i primi vagiti. E che vagiti. Area Sanremo sgomita e punta a farsi notare: dal sogno di diventare un format a tutti gli effetti alla più realistica ambizione di voler forgiare nuovi talenti della musica italiana, chiamati prima a spiccare il volo al Festival e poi possibilmente di diventare delle star internazionali. L’erede di Sanremo Lab punta in alto e, per bocca dell’amministratore unico Giorgio Giuffra non lesina frecciatine ai talent show.

Il dirigente infatti rivendica senza mezzi termini l’esclusività di poter mandare di diritto al Festival i vincitori del proprio concorso facendo capire di non condividere la scelta di far volare all’Ariston il trionfatore di X Factor, come successo lo scorso anno. E va oltre, anticipando che “nel 2011 tutto questo non succederà”. Di contro, Area Sanremo punta ad essere non solo una fucina di talenti ma a ritagliarsi uno spazio tutto suo scandagliando ogni possibile mezzo di comunicazione: dalle radio (”stiamo chiudendo l’accordo con un’importante radio nazionale”) fino ai social networks. Insomma, modernità sì, ma a targhe alterne. Perchè se si tratta di far venire una stella promessa della musica che ha il solo torto di non essere “made in Sanremo” ci s’indigna, mentre Facebook ed i suoi fratellini sono accolti a braccia aperte.

Anche se è innegabile un qual certo fastidio da parte di Sanremo e degli organizzatori verso i talent in generale, genere abborrato dalla rete ammiraglia di Viale Mazzini, il discorso in se stesso potrebbe anche essere giusto: ammettere di diritto a Sanremo un cantante che fino a quel momento si è esibito solo su cover (oltretutto neppure complete) e su un solo inedito può essere considerata una mossa troppo avventata, quasi pubblicitaria e che rischierebbe di avere ripercussioni potenzialmente negative sullo stesso Sanremo, ma occorre dire che se la qualità degli “ospiti” è quella di Marco Mengoni, di sicuro il talento più puro che abbia messo piede sul palco dell’Ariston nello scorso febbraio, ben vengano certi inviti coatti. Se poi si vuole veramente valorizzare l’accademia interna ci sarebbero tante mosse da compiere: intanto affidarsi a commissioni di veri esperti di musica, e non di colore o affini. In secondo luogo “pretendere” una visibilità accettabile, e non accontentarsi di vedere salire sul palco due proprie creature: perchè Romeus e Jacopo Ratini, i due vincitori dell’ultimo Sanremo Lab, di qualità ne avevano ma al Festival sono state due comparse, le loro esibizioni condensate tra un ospite ed uno spazio pubblicitario. Serve più rispetto e più considerazione per i giovani, qualunque sia la loro provenienza. E poi, che dire del tributo che ogni anno Sanremo deve pagare ad Amici? Se dev’essere crociata contro i talent show, che crociata sia, ma senza figli e figliastri.