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Lo strano percorso di Manuela Zanier

In pochi se la ricordano, a Sanremo. Sono trascorsi quasi otto anni ed il grande pubblico l'aveva dimenticata. Manuela Zanier ha riprovato a percorrere la strada della notorietà, dopo una carriera soddisfacente ma nell'ombra. Ma ad X Factor è arrivata un'altra delusione. Per colpa sua ma non solo.

Manuela Zanier: una grande voce, ma per pochi

Cosa può spingere una cantante che ha già partecipato a Sanremo, che ha già avuto esperienze diverse nel mondo della musica e dello spettacolo in genere e che soprattutto ha superato i trent’anni, a presentarsi ad X Factor? Non si può che procedere per ipotesi. La voglia di far vedere le proprie qualità ad una platea televisiva, di capire perchè il grande pubblico non si è ancora accorta del suo talento. O forse per un più serio disagio interiore, il tentativo di scoprire i propri limiti, che vanno al di là di una bella voce e della capacità di stare bene sul palco.

Dopo Matteo Becucci, vincitore della seconda edizione, la latinense Manuela Zanier è stata la più “anziana” cantante capace di accedere al talent show musicale. Il suo percorso si è esaurito dopo cinque puntate: le è stato fatale il secondo ballottaggio consecutivo, così dopo aver avuto la meglio sugli Effetto Doppler ha dovuto chinare il campo all’eccentricità ed al mistero della siciliana Cassandra. Ma non divaghiamo. La domanda è: qualcuno si ricorda Manuela a Sanremo?

Sicuramente se la ricordava Anna Tatangelo, giudice della nuova edizione di X Factor, che nel 2003 condivise l’atmosfera sanremese proprio con la Zanier, seppur in categorie diverse, e che già alla prima puntata del talent show non ha perso occasione per pizzicarla: “Me la ricordo, e ricordo bene anche il suo bel caratterino…”. Non esattamente un benvenuto: perchè mentre Anna chiudeva senza infamia e senza lode la sua prima partecipazione tra i “grandi” in coppia con Federico Stragà, cantando un Volere volare che si dimostrerà poi un unicum nel suo percorso canoro, una già matura Manuela terminava al dodicesimo posto tra le Nuove Proposte (su sedici partecipanti…) con una francamente dimenticabile Amami. E pensare che quell’anno tra i giovani la qualità non era eccelsa: vinse Dolcenera e nessun altro dei partecipanti è poi riuscito a farsi davvero strada nel mondo della musica. Si trattò di una delle tante sliding doors sbagliate della carriera artistica di Manuela: un pezzo banale, per non dire brutto, che non ha permesso di evidenziare le sue indiscusse doti vocali, e via, il treno giusto scivola se ne va.

Sono seguiti otto anni lontano dai grandi palcoscenici, in cui ovviamente la Zanier non ha mai smesso di cantare ma ha cominciato a realizzare l’idea di non poter sfondare presso il grande pubblico: o almeno che lo potesse fare la sua voce ma non il suo “personaggio”. Non pochi infatti sono stati i riconoscimenti ricevuti, quasi inevitabili considerando le qualità di una voce intonata come poche, e sicuramente una delle migliori all’interno del popolare talent show. Dalla nomination ai Nastri d’argento per Trust in me del 2007, colonna sonora di Mi fido di te, film di Ale e Franz, fino alla cover de L’edera, di cui offre una brillante ed innovativa (pure troppo) intepretazione, che precede Esercizi di stile, il suo primo album comparso nel 2008. Solo nel 2008, a trent’anni passati (è classe ‘76), dopo anni spesi in lavori apparentemente secondari: ma Manuela si è sempre dimostrata un’interprete originale, prestandosi anche al ruolo di attrice nel film horror Smile di Francesco Gasperoni.

Ma il carattere duro ed orgoglioso di Manuela, sorella della nota attrice Sara che ha seguito dal vivo la sua ultima esibizione, alla fine ha offuscato il suo talento così, dopo l’umiltà che l’ha portata a sostenere ore di casting sotto il sole per procacciarsi un’altra opportunità ad X Factor, proprio quando pensava di dover smettere di fare ciò che le riesce meglio, cantare, una volta ammessa al programma Manuela è tornata la ragazza sicura di sè, forse troppo. L’idea in realtà non era male: dotata indubitabilmente di una bellissima voce e di un’altrettanto valida capacità interpretativa, Manuela accolse commuovendosi la decisione di Elio di accoglierla nella sua squadra.

A impedirle di andare fino in fondo è stata quella che a molti è sembrata essere presunzione ma forse si è trattato solo di un’impressione, di una semplice incapacità di relazionarsi davanti al teleschermo, figlia magari di chi ha alle spalle tante esperienze altalenanti o di quell’indole un pò spigolosa. Perchè Manuela è in fondo timida più che superba e francamente quel collage di dichiarazioni un filino sopra le righe che sono andate in onda durante la sua ultima settimana ad X Factor sono apparse un pò tendenziose ad uno spettatore neutrale. Fatto sta che anche questo sogno è andato in vano anche a causa di un tortuoso e quasi inspiegabile percorso sceltole da Elio ed il suo vocal coach Alberto Tafuri, che non hanno potuto far altro che assecondare l’impostazione della voce di Manuela, il suo aspetto e la sua voce già abbondantemente formata, e difficilmente migliorabile, degno di un’artista un pò vintage, forse schiava del suo personaggio, una diva per dirla con Elio, assegnandole brani classici come Una ragione di più o La spada nel cuore prima di dedicarsi un tuffo nella modernità con gli Evanescence. Ma quella di Bring me to life non era la vera Manuela Zanier, che dopo aver superato a fatica un ballottaggio è tornata nel suo mondo, ma era troppo tardi: così non le è bastato una dignitosa interpretazione di No More I love you’s per rimanere in gara.

Vittima della sua stessa volontà di crescere, di dimostrarsi all’altezza di tutto pur non avendone (ancora) il carattere, più che il talento, Manuela ha visto svanire anche questa possibilità. Certo, ora il grande pubblico la conosce un pò di più, ma ancora una volta la via per trovare il definitivo successo non sarà la più breve. Forse la televisione non fa per Manuela. O forse Manuela non fa per la televisione.