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Loretta Goggi, la "sorella" del Festival

Auguri Loretta. Il 29 settembre la Goggi ha compiuto sessant'anni: è nella storia di Sanremo per il secondo posto alla sua unica partecipazione nel 1981 e per l'impeccabile presentazione cinque anni dopo. La musica ce l'ha nel sangue, ma oggi la vediamo solo in teatro perchè quello della tv non è più il suo mondo.

Loretta Goggi e Sanremo: una storia breve ma intensa
(foto: www.lasestina.unimi.it)

Il segno zodiacale è diverso (ma chissà l’ascendente…): l’età, però, è quasi la stessa, appena sette mesi li dividono. E pazienza se di una signora non si dicono gli anni, questa volta bisogna fare uno strappo alla regola anche se lei non gradisce: “Ecco, adesso tutti sanno quanti anni ho. Visto cosa vuol dire cominciare da giovanissimi?” ha scherzosamente osservato il giorno del suo compleanno. Lo scorso 29 settembre Loretta Goggi ha compiuto sessant’anni: lo ha fatto lontano da quella televisione da cui ha deciso di distaccarsi tre anni fa, dopo la tempestosa conduzione di Miss Italia col grande Mike Bongiorno, ma circondata dall’amore del suo Gianni Brezza, con cui è finalmente convolata a nozze dopo una vita d’amore il 26 aprile 2008.

Lontano dalla televisione ma anche dalla musica, uno dei grandi amori di una delle donne di spettacolo italiane più complete di sempre: attrice, imitatrice alla scuola di Noschese, doppiatrice, presentatrice e cantante, la Goggi, raro esempio di poliedricità, ha fatto tutto questo e molto di più, figlia di un’epoca ormai lontana, che sembra ancor più tale oggi. Imitazioni irresistibili, conduzioni di programmi di successo ma anche Festival di Sanremo nel suo curriculum. La si è vista poco nella città dei fiori, ma ha lasciato il segno, anzi è entrata nella storia essendo l’unica donna insieme ad Anna Oxa ad avervi preso parte come cantante e come conduttrice.

Bastò la fugace partecipazione al Festival di Castrocaro ad appena sedici anni per far capire che aveva la musica nel sangue, ma per anni dovette far convivere la passione del canto con il suo vero lavoro di attrice, fino almeno al 1971, quando partecipò a Un disco per l’estate con Io sto vivendo senza te, il primo dei suoi grandi successi canori. Fu durante la prima metà degli anni ‘80 che decise di dedicare più spazio alla sua voce, così nel 1981 arriva la sua storica, prima ed unica partecipazione al Festival cui ha riservato uno dei brani più indimenticabili nei sessant’anni della kermesse, Maledetta Primavera, cui solo tolse la vittoria la bellissima Per Elisa di Franco Battiato interpretata da Alice. Molto si è discusso sulle doti vocali della Goggi, ritenuta a torto un’ottima cantante solo per sigle televisive. Insomma, una da studio di registrazione e non da diretta ed in effetti il brano portato al Festival fu il primo 45 giri di Loretta ma la sua magistrale interpretazione sanremese mise a tacere tutti i dubbi.

Lo straordinario e forse anche imprevisto successo ottenuto diede la stura alla pubblicazione di una lunga serie di 45 giri che pur non raggiungendo la popolarità del brano più famoso contribuirono a collocarla tra le cantanti più in vista dell’epoca: solo apparentemente parente stretta delle moderne urlatrici, il grande merito della Goggi è stato quello di saper intepretare brani di ottima fattura, sia musicale che testuale, come confermato dal fatto che nonostante vari tentativi d’imitazione, in pochi hanno saputo dare al pubblico le stesse emozioni della prima volta in cui è stata ascoltata Maledetta primavera. Dopo un breve passaggio alla tv commerciale, il ritorno in Rai nel 1986 è col botto perchè le viene assegnata proprio la conduzione del Festival, affiancata dal gruppo di Discoring capeggiato da Anna Pettinelli. Loretta fu dunque la prima donna a meritarsi tale onore-onere quasi trent’anni dopo il duo Lembo-Calandra. Inutile dire che la stessa Goggi fu l’interprete della sigla iniziale, la celebre Io nascerò, musicata da Mango su testo della stessa Goggi, ma se fu un’edizione di grande successo, nonostante canzoni non memorabili, l’ultima prima della mini-crisi di fine anni ‘80 nonchè quella che segnò l’epocale ritorno alle esibizioni dal vivo, lo si deve in gran parte al suo stile di conduzione asciutto e semplice, tecnico e dentro le righe, il tutto alla vigilia dell’era dei Festival “televisivi”.

Seguiranno altri album di successo come C’è poesia e Punti di vista, che segnano però anche la fine della sua carriera di cantante, almeno per quanto riguarda gli inediti: scelta che si spiega apparentemente con la decisione di dedicarsi al ruolo di attrice di teatro e di presentatrice televisiva, ma che nei fatti avvalora la statura morale del personaggio, pronta a farsi da parte, appena quarantenne e a dispetto di uno strumento vocale ancora eccellente, da un mercato discografico che cominciava a trasformarsi.

E all’inizio degli anni ‘90 arriva anche il lento disimpegno da un piccolo schermo ormai irriconoscibile nonchè terra di conquista troppo facile per troppe persone. “Non sento più il bisogno della tv come la tv non sente più bisogno di me. Io lavoro per passione, ma oggi la meritocrazia non vale più” ha detto, prima però di indicare in Paola Cortellesi una sua possibile erede per poliedricità. Così, dopo aver coronato il suo lungo percorso d’amore solo nel 2008, è tutt’ora impegnatissima in teatro (il suo SPA Solo per amore sarà al Sistina nell’aprile 2011) ed in tv la rivediamo solo saltuariamente, in qualche programma di rievocazione a cantare i suoi successi. Nè il mondo dello spettacolo ha fatto molto per celebrarne i sessant’anni, dimostrando una volta di più di non saper dare il giusto valore a chi ha contribuito a fare la storia.