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Nathalie: l'anima dolce del rock

Ha vinto X Factor, ma a Sanremo non la vedremo: quest'anno, e forse neppure in futuro, anche se lei non esclude nulla "a patto di portare una canzone che mi rappresenti veramente". Perchè Nathalie Giannitrapani sembra essere il contrario perfetto del classico cantante festivaliero: dolce in apparenza, la trentenne italo-belga è un vulcano di vocalità e musicalità. Una cantautrice che sa anche cantare, e che sembra già pronta per i grandi palcoscenici internazionali.

Nathalie tra Francesco Facchinetti ed Elio dopo la proclamazione

Ha trionfato da sfavorita, come era successo solo agli Aram Quartet, capaci nella prima edizione di avere la meglio sulla gettonatissima Giusy Ferreri, che riuscì a stregare pubblico e critica pur essendo entrata solo alla nona puntata. Nathalie Giannitrapani ha vinto la quarta edizione di X Factor, superando nella finalissima il favoritissimo Davide Mogavero. Con i suoi trentun anni da compiere il 16 dicembre, Nathalie (all’anagrafe Natalia Beatrice) è la seconda trionfatrice “meno giovane” del popolare talent show di Rai Due: solo Matteo Becucci è riuscito a conquistare il contratto discografico del valore di 300.000 euro con qualche anno in più. Rifuggendo dai luoghi comuni del tipo è stata finalmente la vittoria delle donne, va detto che il trionfo è stato più che meritato: fin dalla prima puntata, infatti, Nathalie ha mostrato di avere una marcia in più rispetto a tutti i rivali, compreso lo stesso Davide, bravissimo ma vocalmente ancora meno completo (ha diciassette anni e si sa come la voce degli uomini si formi più tardi) rispetto alla collega.

Una marcia in più come capacità interpretative ed adattamento ad ogni tipo di pezzo, pop o rock che sia: il salto di qualità definitivo, che ha convinto anche i più scettici, è arrivato con l’inedito, In punta di piedi, da lei interamente realizzato e che già dal titolo esprime al meglio il carattere di questa piccola grande cantante. E la musica italiana ha un bisogno estremo di nuovi cantautori. Nathalie ha origini belghe da parte di madre, padre siciliano nato a Tunisi ma radici profondamente romane: e forse la sua arte deriva proprio da questo strano melting pot, che gli ha regalato i più diversi geni artistici. Schiva e timida fuori dal palco, sa trasformarsi davanti ad un microfono riuscendo a spaziare senza problemi dal repertorio di Mina a quello di Gianna Nannini, forte di una vena rockeggiante che, inserita in una voce alta, potente e pulitissima ed in un corpo da teenager, ha creato un mix straordinario. Cantante ed autrice da una vita, Nathalie studia e compone musica da quando aveva quindici anni ed alle spalle ha, tra i tanti riconoscimenti, un Premio Siae nel 2006, partecipazioni a concerti di Max Gazzè nonchè a una cover band degli Skunk Anansie, SkunKover: e, ironia della sorte, in finale ha potuto duettare proprio con Skin.

Va osservato comunque come il 2010 abbia in effetti incoronato due signorine come regine delle principali trasmissioni scopri-talenti: ma la differenza che passa tra Emma Marrone e Nathalie è davvero evidente. Ed il bello sta proprio qui, perchè in fondo i due caratteri e le due voci paiono fatte apposta per completarsi. Diverse in tutto, insomma: voce dirompente e tecnicamente più completa, che conquista subito l’ascolto, quella della cantante salentina, gamma vocale complessivamente più alta quella di Nathalie. E se vogliamo bellezza più immediata quella di Emma, sensualità accattivante e misteriosa per la sua “avversaria”. Insieme in un duetto? Perchè no, ma sicuramente non nel prossimo Sanremo. Dove Emma ci sarà: dopo aver confessato subito dopo la vittoria ad Amici l’ambizione di salire sul palco dell’Ariston, l’ufficialità è arrivata proprio nei giorni scorsi, per bocca del direttore artistico Gianmarco Mazzi. È ancora presto invece per capire quale sarà il percorso di Nathalie: di sicuro c’è solo che a differenza dello scorso anno, dopo le polemiche estive tra l’organizzazione della kermesse e la produzione del talent solo parzialmente placate dalla presenza durante la semifinale della coppia Mazzi-Morandi, il vincitore di X Factor non ha il diritto di andare al Festival. Ma non è ancora detta l’ultima parola circa la sua presenza all’Ariston: difficile, ma non impossibile. “Ci sarò solo se avrò una canzone capace di rappresentarmi veramente” ha detto il giorno dopo la vittoria. Idee chiare, dunque. Non ci sarebbe da stupirsi allora di vedere in gara il secondo classificato, proprio Davide, più che Nathalie, che invece ha acquisito la possibilità di esibirsi in un non meglio precisato festival internazionale, che potrebbe essere proprio l’Eurofestival, da anni trascurato dalla musica italiana. E forse è tutto più logico così: perchè quella di Davide è una voce più “italiana”, più riconoscibile nel panorama nostrano.

Un Fausto Leali in erba, insomma, destinato ad un successo eccezionale, magari fin da subito. Nathalie è invece un’artista più sofisticata, di fatto introvabile nel panorama italiano: per intenditori, oseremmo dire, e pertanto capace forse di farsi apprezzare maggiormente all’estero, anche grazie ad una padronanza dell’inglese senza pari all’interno del loft di Rai Due. Nathalie nuova Elisa, dunque? Voci e personalità diverse, ma il paragone ci sta. A noi piace più pensare che l’italo-belga possa sfondare solo come Nathalie Giannitrapani: che non sarà Marco Mengoni, ma non ne è neppure così distante.