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Sanremo 2011: scoppia la polemica politica

Fa litigare a tre mesi dal via: Sanremo 2011 è già nella storia. E mettendo di fronte poi non gente qualunque, ma i politici. La provocazione di Morandi di far cantare Bella ciao durante l'omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia non è piaciuta a nessuno, ma soprattutto al cda Rai, che l'ha bocciata senza mezzi termini. È la prima notte di nozze, ma il matrimonio scricchiola già...

In Rai si continua a discutere del Sanremo che verrà

Avevano appena smesso di discutere sulla partecipazione di Belen, ed ecco che i membri del consiglio d’amministrazione Rai sono tornati a discutere di Sanremo. Motivo? Vagamente politico… E pensare che di questi tempi a Viale Mazzini di problemi ce ne sono abbastanza, che dibattere su battute o presunte tali. Non è piaciuta infatti l’idea di Gianni Morandi, illustrata alla presentazione del regolamento ufficiale della 61° edizione, riguardo alla possibilità di cantare Bella ciao giovedì 17 febbraio durante la serata-omaggio dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

A correggere il tiro c’aveva provato già il direttore artistico Gianmarco Mazzi, evocando in nome della par condicio Giovinezza, canzone simbolo degli anni fascisti. Lungi da noi entrare nel contesto politico, ma bisognerebbe sempre ricordare che l’apologia di fascismo è e rimane (fortunatamente) un reato. Il cda ha comunque detto no (ad entrambe, s’intende) in modo anche piuttosto brusco. E polemico: “Si è rivelato - si legge in una nota - che sarebbe stato utile evitare di affrontare, in modo troppo superficiale, questioni così delicate che riguardano la storia del nostro paese. La ricerca del clamore rischia di creare un danno complessivo all’immagine dell’azienda“.

Gol, pareggio, palla al centro e non se ne riparli più. Detto che lo stesso Mazzi aveva subito sgombrato il campo da “ogni riferimento politico”, va detto che Morandi, che è tutto tranne che un novellino, era ben consapevole di poter scatenare risposte piccate, ed in fondo non si scopre oggi da quale parte politica propenda il popolarissimo cantante bolognese. La reazione dei vertici dell’emittenza pubblica pare comunque un pizzico sopra le righe, non in tono con il tono ironico dell’affermazione. Ma tutto sommato comprensibile, in tempo in cui strumentalizzazioni politiche arrivano da entrambi gli schieramenti e su ogni particolare. Ed infatti si è scatenata puntuale anche la tempesta bipartisan con reazioni stizzite, ovviamente per motivi opposti. Da una parte le parole di Bersani (”Vogliono cantare Giovinezza? Se la vedranno con noi…”), di Rosy Bindi (”C’è una netta differenza tra le due canzoni”) e dall’altra della Lega Nord secondo la quale le canzoni citate “cantano valori non condivisi”. Neutrale il commento di Alessandra Mussolini: “Cosa c’entrano Bella ciao e Giovinezza con Sanremo?”.

Resta comunque la prontezza della risposta Rai ed un clima non esattamente idillico quando i grandi lavori per il Festival devono ancora cominciare: dalla lunghissima incertezza sul presentatore alle non ancora sopite tensioni sui cachet delle super-vallette, ora ci mancava anche la politica. Morandi è stato certamente un protagonista involontario della bufera e rimane entusiasta per il suo impegno festivaliero ma prossimamente sarà meglio essere serissimi e parlare solo di musica. Poi non dicano, però, che sono solo canzonette…