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Emma: a Sanremo non per grazia ricevuta

Emma Marrone sarà a Sanremo: in fondo lo sapevamo dalla serata in cui la bionda salentina vinse la nona edizione di Amici, e forse da prima ancora. Obiettivo ovvio quello di seguire le orme di Marco Carta e Valerio Scanu: non sarà facile, per una donna e per una rocker sanguigna, merce rara e poco valorizzata in Italia. Ma le carte in regola per sognare ci sono tutte.

Emma Marrone: a Sanremo per primeggiare

La sua è la presenza più prevista e prevedibile, ma anche per questo la più attesa. Sul fatto che Emma Marrone avrebbe partecipato a Sanremo 2011 ci sono stati da sempre pochi dubbi: già prima di trionfare ad Amici la cantante salentina sembrava avere tutte le carte in regola per “spaccare” anche all’Ariston. Il resto l’hanno fatto il trionfo, le successive soddisfazioni raccolte tra singoli e primi album e le sue stesse dichiarazioni in cui, con la sua consueta sincerità, ammetteva di ambire ad esibirsi all’Ariston: e la commissione artistica l’ha puntualmente scelta. Pensare che non è stato un anno facile, quello dell’improvvisa popolarità, scandito dalla solita diffidenza che devono scontare i giovani, più o meno dotati, che escono da programmi televisivi, oltre che dalle polemiche con le altre componenti del gruppo delle Lucky Star, con cui Emma aveva partecipato e vinto al talent Superstar nel 2003, salvo poi interrompere quell’avventura per mancati riscontri commercial-musicali (ma pare anche per sopraggiunte incompatibilità con le colleghe): una fine tutt’altro che indolore, non solo per i rapporti con le ex compagne ma pure con la stessa produzione a causa del mancato decollo di una carriera che non voleva partire a tutti gli effetti e, a dire dell’interessata, anche del mancato rispetto degli accordi sulla pubblicazione di un cd. Acqua passata, ma oggi tutti l’aspettano al varco, increduli che per tre anni di fila un prodotto del talent più famoso d’Italia possa sbancare a Sanremo, avendo la meglio su grandi nomi del panorama musicale italiano.

Emma ci proverà, questo è certo, ma è altrettanto sicuro che non si sgonfierà se non dovesse farcela. Glielo impedirebbe il suo carattere forte e determinato che si aggiunge alle note qualità vocali ed intepretative, da rocker, non così comuni in Italia almeno nell’universo femminile, che sanno far risaltare anche canzoni non eccezionali grazie alla carica emotiva di cui è dotata e che la rendono una cantante originale nella sua normalità, quasi un unicum all’interno di programmi televisivi in cui si cerca sempre la stranezza. Una cantante poi dal volto “umano”, come testimoniato dall’insolito appello anti-Facebook rivolto ai giovani e dalla scelta di presentare il singolo A me piace così nel cortile di una scuola romana: piccoli gesti che fanno capire come il suo mondo sia lontano da quello delle dive di oggi, che si sentono arrivate prima di aver fatto qualcosa di tangibile. Umiltà e piedi sempre saldi a terra, una ricetta fondamentale per sfondare ma soprattutto per farsi apprezzare da un pubblico più eterogeneo possibile.

A Sanremo non dovrebbe essere da sola bensì insieme ai Modà, per un curioso mix tra le rivelazioni del 2010: la collaborazione tra il gruppo ed Emma dura da prima di Amici e potrebbe sfociare in un brano capace di far risaltare le rispettive qualità, che fondamentalmente sono agli antipodi. Delicata e quasi anti-moderna la rock band nata nel 2003 e già vista a Sanremo seppur tra i giovani, esplosiva e comunicativa Emma: chissà che ne uscirà, ma la band dice di avere un pezzo “su misura per Emma”. C’è da crederci: in fondo non sarebbe la prima volta che da unioni apparentemente impossibili nascono capolavori musicali.