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Sanremo: scoppia la polemica sulle vallette

Ci mancava pure il vignettista. Sanremo si avvicina ed il profumo penetrante delle polemiche inizia a farsi insopportabile: in attesa di discutere di musica, si comincia con la coppia Canalis-Belen, invisa a molti, anche se solo dal punto di vista professionale. Casus belli una vignetta un pò demagogica di Sette. Ma Morandi le difende.

La vignetta "incriminata" di Stefano Disegni

Belle e invidiate. È storicamente dura la vita per le vallette sanremesi, e non da oggi. La storia del Festival è infatti piena di polemiche più o meno furiose riguardo le presenze femminili chiamate a co-condurre o semplicemente a fare da spalla al presentatore di turno: ce ne occuperemo tra qualche tempo, con un articolato viaggio socio-storico tra le bellezze festivaliere. È stato così in tempi assai più cupi di questi, quando più che la parità uomo-donna il gentil sesso cercava un posto degno all’interno della società, e la musica non è cambiata nei tempi moderni, quando troppo spesso l’immagine della valletta si è sovrapposta unicamente a quella della fisicità da ammirare, meglio se non dotata di parola. Non dovrebbe però andare così quest’anno: Elisabetta Canalis e soprattutto Belen Rodriguez rappresentano infatti il top nell’immaginario maschile italiano, capace di andare oltre oggettivi limiti professionali. Eppure le polemiche non mancano lo stesso, seguite al lungo tira e molla riguardo alla scelta delle “spalle” di Morandi: dopo quelle, stucchevoli, di sapore politico, ecco veleni più prevedibili ma non per questo meno fastidiosi. A meno di ottanta giorni dal via della kermesse, infatti, mentre la scelta del cast dei cantanti vive un momento di stallo quando mancano meno di due settimane all’ora x (il 19 dicembre verranno diramati ufficialmente i nomi dei quattordici Big in gara), ci si diverte a fare le pulci alle due super femmes che affiancheranno Morandi.

La domanda non è in sè originalissima e ripropone un tormentone festivaliero d’antan della coppia Squillo-Salerno ma con l’aggiunta di un inquietante punto interrogativo: oltre le gambe c’è di più? In soldoni: l’argentina onnipresente e la sarda hollywoodiana riusciranno a fare bella figura ed a giustificare la loro presenza oltre al loro imponente cachet? È sinceramente sgradevole che il dubbio venga sollevato da colleghe, come ha fatto Bianca Guaccero che ha invocato qualità artistiche superiori e più gavetta per condurre un Festival (ma il soggetto tre anni fa non mancò di guardare in cagnesco anche Andrea Osvart, quindi dev’essere una questione di invidie femminili…), ma non più divertente è lo stereotipo delle belle senza cervello usato dal vignettista Stefano Disegni che su Sette ha aperto il dibattito presentando le due future padrone di casa acefale ma ben munite di attributi femminili. E pure con una svastica sul braccio: come dire, la mancanza di gusto dilaga, benchè il noto vignettista abbia provato a difendersi: “Non intendevo dire che non hanno cervello, ma semplicemente che per emergere hanno sfruttato finora altre parti del corpo. Secondo me le donne intelligenti sono altre…

Se ne è discusso a Domenica In - L’Arena: vi risparmiamo la consueta quantità di urla dispensate dal programma (va comunque osservato che la trasmissione è parte in causa, non solo perchè va in onda su Rai Uno ma soprattutto perchè quest’anno all’interno del contenitore verranno scelti sei degli otto giovani in gara), ma a spegnerle c’ha provato lo stesso Morandi, pur con frasi che non hanno brillato per originalità: “Basta col luogo comune che le vallette di Sanremo sono senza cervello: Belen ed Elisabetta vi sorprenderanno, mi sto divertendo molto a lavorare con loro perchè stanno mostrando impegno, professionalità ed intelligenza. Sono certo che riusciranno a strapparvi un sorriso, ed a far ricredere tutti. Ed è stato davvero brutto vedere quella svastica: ho sentito Elisabetta ed era molto più amareggiata per questo che per la vignetta in sè“. Una difesa d’ufficio, d’accordo, ma tanto vale provare a dargli retta: ed a smetterla con frasi fatte utili solo ad accendere dibattiti televisivi. A tornare indietro, poi, si fa sempre in tempo.