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Ricordando Valentina Giovagnini

Sono passati due anni dalla scomparsa di Valentina Giovagnini. Un terribile incidente stradale ha spezzato la vita ed i sogni di una promessa della musica italiana, dall'esistenza troppo breve e sfortunata. Il grande pubblico e la grande musica l'hanno sempre ignorata, in vita ed in morte. Ma quel Festival 2002 grida ancora vendetta.

Valentina Giovagnini: una stella della musica italiana spentasi troppo presto
(foto: www.valentinagiovagnini.it)

Chi l’ha conosciuta o semplicemente chi ne ha apprezzato la musica non può che pensare a lei ogni volta che vede scendere silenziosamente la neve: dolce, candida e poetica come chi ha deciso di celebrarla nella sua canzone più famosa. Che sarebbe stata tale solo per breve tempo, se un destino incomprensibile non si fosse messo di mezzo, lasciando spazio solo alle intenzioni di un’artista già matura ed al dolore di amici e parenti. A due anni dalla scomparsa, è ancora vivo il ricordo di Valentina Giovagnini, sradicata nel fiore degli anni e di una carriera in continua ascesa da una maledetta automobile, mentre era in viaggio sulle strade di casa per andare dalla mamma, poche ore dopo aver festeggiato l’arrivo del 2009, l’anno che avrebbe dovuto decretarne la consacrazione. Nativa della Val di Chiana, classe ’80, il grande pubblico la ricorda per Il passo silenzioso della neve, con cui sorprese ed incantò tutti nella categoria Giovani del Festival 2002, ma il suo primo singolo risaliva a due anni prima, Dovevo dire di no, che precedette il primo disco, Creatura Nuda. E come se la sorte avesse già da allora deciso tutto in anticipo, ecco che per Valentina arrivò solo il secondo posto più bruciante della storia, perché giunto dopo il minor scarto di sempre: solo ventuno punti la divisero da Doppiamente fragile, la canzone che lanciò Anna Tatangelo.

Con tutto il rispetto per la cantante ciociara, il verdetto lasciò sbalorditi pubblico ed esperti: perché la completezza musicale, con quei misteriosi suoni flautati, la completezza di testo e dell’arrangiamento del brano di Valentina sembrava di un altro pianeta, ma evidentemente non bastò per avere la meglio sulla freschezza della quindicenne Anna. Ed il premio della critica come miglior arrangiamento fu una soddisfazione solo apparentemente magra, perché ideale lasciapassare verso la gloria. La musica ce l’aveva nel sangue da sempre, da quando, bambina, danzava a tempo e da quando capì che la sua strada sarebbe stata tra gli spartiti di un pianoforte o di un flauto. Ma il prosieguo della carriera fu vissuto sull’altalena: dal Festivalbar al ritardo nella pubblicazione del secondo album causa crisi del mercato discografico. Inspiegabilmente ogni porta sembrò chiudersi sul più bello: per tre volte, l’ultima nel 2008, non viene accettata a Sanremo. Qual era il problema? Possibile che appena nasce un’artista non convenzionale, non urlatrice ma dall’unico difetto di produrre musica sofisticata e realmente sentita, in Italia non riesca a fare strada? Erano ormai passati cinque anni dall’ultimo singolo, datato 2003 e dal titolo inquietantemente evocativo: Non piango più.

Valentina comunque non mollava, collaborando pure con la scuola di canto di Cortona, perchè lei la musica la sentiva e la possedeva dentro. Ed era già al lavoro su un nuovo album, ma il 2 gennaio 2009 fece piangere tutto il suo mondo. In pieno pomeriggio del giorno dopo Capodanno la sua auto si schianta contro un albero per cause imprecisate proprio nelle strade di casa, tra Pozzo e Foiano della Chiana: il trauma cranico che ne consegue non lascia spazio a molte speranze nonostante l’immediato trasporto in elicottero al nosocomio di Siena. E neppure un intervento chirurgico potrà evitare il peggio, che avviene nella tarda serata. I fan ed i semplici appassionati di musica, increduli, apprendono la notizia dai dispacci di agenzia. La parrocchia di Foiano si popola all’inverosimile per tributarle l’ultimo saluto, ma non c’era nessuno della grande musica: ignorata ingiustamente anche quando era tutto finito. Sembrò tutto così incredibile e profondamente ingiusto: una ragazza giovane e bella, cui il destino non era stato particolarmente amico fin lì, portata via nelle circostanze più assurde, per un colpo di sonno o una distrazione. Ma come recitava il suo ultimo album, uscito postumo nel maggio successivo, L’amore non ha fine: altro titolo da brividi, ultima traccia inedita della voce di Valentina. Che continua a vivere attraverso un concorso canoro annuale per giovani promesse. Che continua a suonare per chi ha saputo apprezzarla e chi l’ha amata. Alla faccia del destino.