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Le donne a Sanremo. Seconda parte: l'era delle vallette

Da conduttrici a semplici vallette. L'era moderna regala sempre meno spazio alle donne del Festival. Sfruttata più per la sua immagine, la figura femminile diviene spesso un puro contorno. Dal caso-Brard in giù, con Pippo Baudo nasce il mito della valletta "bionda" e di quella "bruna". Ciò non toglie che all'Ariston siano comparse donne bellissime: da Valeria Mazza a Laetitia Casta passando per Eva Herzigova.

Anna Falchi-Pippo Baudo-Claudia Koll: 1995, comincia l'era delle vallette

Dopo aver esaminato le rare edizioni in cui la Rai ha scomesso sul successo del Festival affidandosi ad una donna conduttrice, non resta che tuffarsi nel ricco piatto delle vallette. Da sempre, la storia di Sanremo è ricca di giovani ragazze che hanno mosso i primi passi della carriera proprio al Festival: attrici, presentatrici, per tante il cuore ha cominciato a battere forte proprio al fianco di illustri presentatori, attraverso l’immortale formula di… , dirige l’orchestra…, canta…, da leggere facilmente sulla cartelletta o su un gobbo elettronico, ma comunque infido portatore di papere anche indimenticabili.

È tuttavia innegabile che il fenomeno si sia acuito negli ultimi vent’anni, da quando cioè la televisione è diventata schiava degli ascolti e la qualità di un programma si misura esclusivamente guardando i dati Auditel l’indomani mattina. È nata in quell’epoca la moda delle vallette fisse, possibilmente a digiuno di musica e chiamate per puro contorno: tutto questo a discapito spesso, se non della gara (casomai dei ritmi…), quanto meno della qualità media della presentazione. Ma a tutto vantaggio dello spettatore, che non di rado ha potuto godersi ottime viste, perchè è innegabile che nella città dei Fiori abbiano messo piede alcune delle più belle donne del mondo.

Così, esauriti i tempi di Luisa Rivelli, Renata Mauro o Sabina Ciuffini, vallette d’antan magari poco avvenenti ma fedeli al loro ruolo, tutto cominciò nel 1985, quando Pippo Baudo chiamò al suo fianco l’olandese Patty Brard: cantante e showgirl, al Pippo nazionale, che non la conosceva, era stato detto che la bella Patty parlava un fluente italiano. Niente di più falso, così per tre serate si dovette assistere alla penosa esibizione di una giovane ragazza del tutto a disagio e, di fatto, muta. La sua carriera musicale poi continuò e nel 2001 condusse anche la terza edizione del Grande Fratello olandese.

E pensare che si veniva, negli anni precedenti, da presenze femminili particolarmente “tecniche”: da Patrizia Rossetti nel 1982 al duo Falcetti-Pettinelli l’anno successivo, stava emergendo il ruolo della co-conduttrice. Ma il ciclone-Baudo spazzò via tutto, anche se la pessima esperienza avuta con la Brard scoraggiò per qualche anno l’adozione di semplici vallette. Da Gabriella Carlucci ad Edwige Fenech, la fine degli anni ‘80 vide il ritorno delle vere conduttrici, seppur affiancate da attori o presentatori.

L’anno della svolta è il 1992, che coincide con il ritorno di Baudo. Con il trio Milly Carlucci, Brigitte Nielsen ed Alba Parietti, si avviò l’epoca delle bellezze. Fu un florilegio quasi ininterrotto, anche se già l’anno dopo si tornò ad una sola spalla, quella Lorella Cuccarini autentica creatura del re dei presentatori. Ormai la strada era tracciata: italiane o straniere, Pippo doveva essere affiancato da donne famose ed affascinanti, possibilmente da consacrare nel piccolo schermo. Nel ‘94 fu addirittura la volta di Anna Oxa, a dir la verità tutt’altro che a suo agio nei panni di conduttrice dopo che solo cinque anni prima aveva trionfato in gara, affiancata da Cannelle, nota per aver mostrato il lato B in una campagna pubblicitaria-tormentone degli anni ‘80.

Con il 1995 il teorema giunge a perfezione e nasce il mito della bionda e della bruna, facili alla papera e quasi sempre presenze superflue nell’economia delle serate. Cominciano Anna Falchi e Claudia Koll: giovani e belle attrici nonchè emblemi dei tempi moderni, soprattutto la prima tutt’altro che a disagio davanti alle telecamere. Indimenticabile la lezione di finlandese (paese d’origine dei genitori) impartita a Baudo. Poi fu la volta di Sabrina Ferilli e di Valeria Mazza, la modella italo-argentina che segnò il primo vero picco in termini di pura bellezza. Lo stesso schema si ripeterà anche all’inizio degli anni 2000, in quella che rimane tutt’ora l’ultima era baudiana a Sanremo, anche se il passare degli anni regala donne meno svampite e più consce dei rispettivi ruoli. Vedremo così sfilare sul palco la coppia tutta italiana di giovani attrici Manuela Arcuri-Vittoria Belvedere (2002), quella di showgirl più complete come Claudia Gerini e Serena Autieri (2003), che provano il salto di qualità sfruttando anche le loro capacità canore in gradevoli balletti fino al recente duo formato dall’ungherese Andrea Osvart e dall’italianissima Bianca Guaccero (2008).

In precedenza, l’abitudine si era confermata, seppur con qualche variante, anche a cavallo del nuovo millennio. Nel 1998, per sfruttare la simpatia di Raimondo Vianello, si puntò su una strana coppia di “assistenti”: da una parte la bellissima modella ceca Eva Herzigova, già protagonista di note campagne pubblicitarie, dall’altra la brillante Veronica Pivetti che sta allo scherzo e recita alla perfezione il ruolo dell’altra. Ne esce un bel trio, a dispetto del pessimo italiano della Herzigova. Detto nella puntata precedente della trasparente presenza di Megan Gale nel 2001 al fianco di Raffaella Carrà, non si può tacere del biennio targato Fabio Fazio.

L’originale conduttore ligure cambia tutto e confeziona due belle edizioni, garbate ed eleganti pur senza mettere in secondo piano la musica. Nè le presenze femminili, seppur magari non conosciutissime. Così nel 1999 a fianco di Fazio e dello scienziato Renato Dulbecco ecco l’incantevole Marianna Laetitia Casta, modella ed attrice francese che dà un bel tocco di classe, oltre ad intrattenersi in improbabili balli con Dulbecco. Dal palco dell’Ariston prenderà il via una carriera destinata ad una rapida impennata. Stesso schema l’anno successivo: al posto di Dulbecco c’è Luciano Pavarotti cui s’aggiunge Teo Teocoli mentre il posto della Casta lo prende Inés Sastre, attrice e modella spagnola dall’indiscutibile fascino ma che, schiva e poco avvezza alle telecamere per carattere, non lascerà un segno profondo.

L’era Bonolis, che provò addirittura ad introdurre i valletti, e la dimenticabile parentesi Panariello, con Ilary Blasi ed un poker di modelle quasi sconosciute, ci fanno arrivare ai giorni nostri, che sembravano aver interrotto la stucchevole serie delle spalle, belle ma inutili. Antonella Clerici guida la rivolta di Venere, pronta a ritagliarsi finalmente un ruolo paritario, ma ecco tornare l’accoppiata delle bellone anche nel promettente Festival morandiano. Belen-Canalis: la coppia scoppierà?. Questo ed altro nella settimana che va a cominciare…

Fine seconda parte.