Questo sito contribuisce alla audience di

1° Maggio - Sagra di Sant'Efisio

Da tre secoli i cagliaritani hanno un appuntamento fisso: il 1 maggio è il giorno di Sant'Efisio.

Il 1°
Maggio di ogni anno si svolge a Cagliari la Sagra di Sant’Efisio.

Quest’evento è seguito da migliaia di fedeli provenienti
da tutta l’isola, ma anche da turisti italiani e stranieri. Il rituale, inalterato nel corso dei
secoli, è affascinante ed emozionante. Sant’Efisio, legionario romano, fu inviato nella nostra isola verso il 250 d. C. per
combattere contro i barbaricini che ostacolavano il dominio dei romani in Sardegna.

Nel momento in cui si convertì al cristianesimo iniziò la
sua tortura, che durò fino al 15 gennaio del 303 d. C. giorno della sua condanna a morte.
Nacque così il Martire, colui che mai rinnegò la sua fede, e che divenne oggetto di una costante venerazione. 

Nel XVII secolo, durante una terribile pestilenza che colpiva Cagliari e dintorni, i consiglieri della città invocarono con un voto la protezione
del Santo e l’epidemia ebbe termine. Così dal  1652, in segno di devoto ringraziamento, nacque la Sagra di
Sant’Efisio.

La prima grande Sagra si tenne nel 1655 e da allora è
ripetuta fino ad oggi. Il punto di partenza è la chiesa di Sant’Efisio, situata nell’omonima via nel  quartiere di
Stampace. Qui sono conservate le reliquie del Santo che furono trasferite nell’XI sec. da Nora a Pisa, la quale le restituì a Cagliari
alla fine del XIX sec. Un rappresentante della massima autorità della città, con le insegne dell’altissima onorificenza spagnola del Tosón
d’Oro, si reca la mattina del primo maggio nella chiesetta, mentre un’altra, che
ha particolari privilegi, si impegna ad adornare il simulacro del Santo con numerose decorazioni. Si celebra la messa e la
statua viene messa dentro un’urna di cristallo collocata a sua volta su un cocchio trainato da un giogo di buoi addobbati secondo la tradizione.
Ha inizio la processione: dietro il Santo Martire sfilano centinaia di persone vestite con il costume tradizionale; le “launeddas” e le “traccas”; i cavalieri del Campidano
su cavalli ornati di fiori; i miliziani armati di archibugi; i guardiani in frac e cilindro; il rappresentante della città in costume aragonese
affiancato da due valletti pure in costume.

La processione si conclude
dopo 30 km. sulla spiaggia di Nora, dopo aver fatto alcune tappe lungo il cammino: Giorgino, Villa d’Orri, Sarroch, Villa S. Pietro, Pula. Il
4 maggio il Santo fa ritorno a Cagliari.