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I Nuraghi.

Maestosi enigmi.

Percorrendo le strade della Sardegna, ci s’imbatte spesso in monumentali costruzioni di forma troncoconica, costituite da pietre rettangolari sovrapposte e tenute insieme soltanto dal loro stesso peso. Anche il visitatore più distratto non potrà fare ameno di notare la presenza di queste tracce delle antiche popolazioni sarde.Non si potrà perciò fare a meno di chiedersi a quale periodo di tempo risalgono le torri nuragiche, a che cosa servissero, ecc.
Possiamo cominciare col rispondere, innanzitutto, alla prima domanda, affermando che intorno al 1500 a.C. si manifesta la civiltà nuragica, probabilmente per opera di elementi provenienti da civiltà già presenti come quella micenea e quella egizia. Indizio sicuro dell’arrivo in Sardegna di questi popoli è il ritrovamento di lingotti di rame, di provenienza cretese o cipriota, nei pressi dei nuraghi ne è la prova lampante di quanto affermiamo. Secondo gli archeologi la civiltà nuragica va dal 1500 al 238 a.C., proprio quando l’isola fu conquistata dai romani. Il massimo fiorire della civiltà nuragica fu visto dai secoli VIII, VII e VI a.C. Mentre in Europa dominava la civiltà del ferro, i Sardi nuragici continuavano a fondere strumenti ed armi nel bronzo.
La parola nuraghe probabilmente deriva da “nurra” che, in dialetto sardo, significa “mucchio” o “cavità”.
La forma primitiva del nuraghe è costituita da una camera centrale e da alte mura esterne terminanti a terrazzo. Partendo da questa forma primitiva, i nuraghi divennero sempre più complessi; attorno alla torre originaria ne furono costruite delle altre, unite da robusti muri; attorno a questa struttura era eretto un muro di cinta che collegava altre torri.
I nuraghi sorgevano su delle alture, con collegamento visuale con altre torri.
Gli studiosi hanno dato diverse risposte sul loro utilizzo: fungevano da altari per il culto degli eroi o da tombe per gli stessi, da torri sulle quali dormire per difendersi dalle zanzare malariche, da semplici abitazioni. L’ipotesi più fondata è quella che attribuisce al nuraghe funzioni militari; esso serviva per difendersi non solo dai nemici esterni, bensì soprattutto dai Sardi stessi.