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Nel cuore della Sardegna

Grotte e nuraghi fino al villaggio nascosto di Tiscali

Fra i tanti itinerari che la Sardegna offre, ho scelto probabilmente il più suggestivo e importante dal punto di vista archeologico. Tralasciamo per ora le bellissime coste che circondano l’isola e spostiamoci all’interno, nel Supramonte. Vi guiderò nel cuore della Sardegna fra grotte e nuraghi, fino al villaggio nuragico di Tiscali. Grazie al clima mite questo itinerario può essere praticato in qualsiasi periodo dell’anno, stando attenti però alle piogge che rendono viscido il terreno. Possiamo iniziare la nostra gita virtuale!
Partiamo da Nuoro e proseguiamo verso Oliena, continuiamo per Dorgali fino al bivio per le sorgenti di “Su Gologone”, da qui prendiamo la strada di destra verso la valle di Lanaitto ricca di vigneti e oliveti, ora la strada si fa un pò più accidentata (attenzione alle auto basse), parallelamente scorre il fiume Cedrino che noi percorreremo per un tratto sino a Su Passu Malu, ora proseguiremo verso sud, fino ad incontrare il villaggio nuragico di Su Guruttone, sempre verso sud costeggeremo il rio Sa Oche e alla biforcazione proseguiamo a sinistra, superiamo la grotta monumentale Elighes Artas (lecci alti) ed arriviamo ad una piazzola dove lasceremo l’auto.
Dirigiamoci verso sinistra e imbocchiamo il sentiero che ci porterà al villaggio di Tiscali, aguzziamo la vista perché ci potrebbero essere dei mufloni che scendono a valle alla ricerca d’acqua. Attraverso lecci, peonie selvatiche, ginepri, panorami stupendi e ambientazioni spettacolari create dall’erosione del vento e dell’acqua arriviamo ad un grande cratere formatosi a seguito di uno sprofondamento tettonico, affacciandoci scorgiamo i resti del villaggio nuragico di Tiscali. La scoperta del villaggio è avvenuta alla fine dell’Ottocento in seguito ad un disboscamento. Ci troviamo davanti ad un grande imbuto e nel fondo due gruppi di capanne a pianta rettangolare e circolare, le numerose costruzioni sono fatte di pietra e fango e all’interno di alcune furono ritrovati dei manufatti di ceramica. Le motivazioni che spinsero gli abitanti a rifugiarsi all’interno di questa dolina sono molteplici, ma la più credibile è quella che questo villaggio fu costruito come rifugio e per controllare meglio gli attacchi degli altri popoli. Ma purtroppo la mano dell’uomo sta pian piano cancellando le tracce di questo villaggio. Nei pressi potremo visitare alcune delle più straordinarie grotte del luogo, la grotta di Sa Oche (la voce) e la grotta di Su Bentu (il vento) una delle più lunghe d’Europa, collegate fra loro tramite dei sifoni, ed infine la grotta di Sa ‘e Corbeddu in cui furono ritrovati resti di uomini preistorici e lo scheletro di un Prolagus sardus, un roditore estinto simile ad un topo e ad un coniglio.
Ci sarebbe da dire per ore e ore ma lascio a voi scoprire il resto, l’unico consiglio delle buone scarpe da trekking e molta acqua da bere.