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Un'ubriacata di Sardegna

OTTOBRE TEMPO DI VENDEMMIA

Vi parlerò del variegato mondo dell’enologia sarda, avevo già accennato ai tanti vini che accompagnano la cucina sarda, oltre a parlarvi delle sensazioni e dei piaceri che il vino porta, con una buona vista e un buon olfatto, riuscirò a farvi percepire i profumi, i sapori e i colori che circondano i luoghi e le aziende in cui i vini sardi nascono. Vi assicuro che per chi viene in Sardegna per la prima volta lo spettacolo è assicurato e non sarà facile dimenticarlo.
Senza dimenticare che la Sardegna è la terra più antica d’Italia, posso affermare che la viticoltura esiste nella mia isola da millenni, resistendo alle tante dominazioni che la occuparono, dai romani ai Fenici, dai Bizantini agli spagnoli, dal regno sardo-piemontese fino ai giorni nostri.
La Gallura, una regione del nord Sardegna, godendo di un buon clima e di terreni adatti alla viticoltura ha ben tre Cantine Sociali storiche da cui escono i vermentini migliori dell’isola, più tante altre medie e piccole aziende. Basti pensare al “Vermentino di Gallura” che ha avuto l’accesso alla denominazione di origine controllata e garantita, rientrando fra i quattro vini bianchi migliori italiani. Il Vermentino è un vino bianco secco dagli aromi fruttati consigliato per la cucina a base di pesce (dai crostacei ad insalata al pesce spada affumicato), o come aperitivo. Sempre nella regione gallurese nascono il “Moscato di Tempio D.O.C.” uno spumante dolce, delicato che accompagna tutti i tipi di dessert, e il “Nebbiolo di Luras” vino rosso da pasto.
Dalla parte di Alghero troviamo un altro famoso vino bianco secco il “Torbato” conosciuto anche in campo internazionale. Del Torbato esiste una versione di spumante “brut” ed anche una versione speciale di uve selezionate chiamata “Terre Bianche”. Nei vigneti algheresi vengono prodotti anche il “Cannonau” il vino rosso da pasto più famoso della Sardegna, il “Vermentino di Sardegna” vino bianco buono durante i pasti o come aperitivo, il “Nasco” vino bianco consigliato come aperitivo o soprattutto a fine pasto, il recente “Cabernet Sauvignon” e il bianco “Sauvignon”.
Nella Planargia, un’altra regione del nord Sardegna in provincia di Nuoro, viene prodotta la “Malvasia di Bosa D.O.C.”, vino bianco dolce e non, dall’inconfondibile bouquet fiorito, oggi anche in versione spumante “demi-sec”, da gustare a fine pasto.
Senza spostarci dalla provincia nuorese troviamo uno dei più straordinari rossi dell’isola il “Cannonau - Nepente di Oliena”, celebrato perfino da Gabriele D’Annunzio per le sue doti. Nei dintorni di Oliena e in Ogliastra ci sono diverse produzioni di Cannonau di alta qualità.
Andando più a sud intorno nelle vicinanze di Sorgono, viene prodotto sia in versione rosè che rosso il “Mandrolisai”.
Spostandoci nella vallata del Tirso in provincia di Oristano troviamo un altro dei vitigni più antichi della Sardegna (epoca romana) e uno dei più conosciuti la “Vernaccia di Oristano D.O.C.” vino bianco secco, di colore giallo-ambrato, adatto ad accompagnare raffinati dessert. Sempre in questa zona troviamo il “Semidano” un altro vino di antica origine, in versione dolce o secco secondo i propri gusti; il “Nieddera” vino rosso consigliato per arrosti e selvaggina.
Più a sud troviamo il più antico vitigno sardo risalente al periodo fenicio, il “Nuragus” (nome derivato probabilmente dal nuraghe), da cui nasce il “Nuragus di Cagliari D.O.C.”, vino bianco secco da pasto.
Nella pianura del Campidano e nella zona del Sarrabus, troviamo ancora produzioni di “Cannonau di Sardegna”, e un altro ottimo vino rosso da pasto il “Monica di Cagliari D.O.C.”.
Dopo questa carrellata di vini che ha attraversato tutta l’isola non posso dimenticarmi di menzionare i vini liquorosi, il “File ‘e ferru” definita la grappa sarda, una sorte di acquavite ad alta gradazione, il suo nome nasce dal fatto che la bottiglia contenente il liquore veniva sotterrata poiché proibita dalla legge e il fil di ferro era l’unico modo per individuarla, il rinomato mirto bianco e rosso, infuso alcolico di bacche di mirto e zucchero, a volte aromatizzato con del miele, il limoncello e la crema di limone tutti da gustare molto freddi dopo qualsiasi pasto.
Bene siamo arrivati alla fine di questo nostro viaggio, spero di essere stato abbastanza comprensivo, e di non avervi ubriacato!