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Cagliari, la città del sole

Itinerario fra le vie del capoluogo sardo.

Per quanto l’estensione territoriale di Cagliari, capoluogo della Sardegna, non sia eccessiva, ciò nondimeno una minuziosa visita presenta la difficoltà di itinerari piuttosto contorti.
Da questa considerazione si consiglia di ripartire la visita in due tempi: uno dedicato all’antico quartiere di Castello e l’altro al resto della città.
Il quartiere di Castello. L’itinerario può prendere il via dalla centralissima piazza Costituzione sulla quale si proietta imponente il bastione di Saint-Rémy che ha preso il nome dal primo viceré sabaudo che ha governato l’isola (Saint-Rémy). Superata la lunga scalinata, su un lato della quale si apre la “passeggiata coperta” (un vastissimo androne che prende il nome dalle passeggiate che vi si svolgevano in tempi andati e che oggi è chiuso in attesa di utilizzazione, ad esempio come sede di esposizioni), si raggiunge la terrazza Umberto I, la cui origine è chiarita dalla stessa denominazione. Da qui si gode la vista di tutta la parte orientale della città e dei centri del Campidano: Pirri, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu Sant’Elena. Dall’altro lato della terrazza ci si può affacciare sui bastioni del Balice e lasciar spaziare lo sguardo sul porto e su tutta la costa occidentale del golfo degli Angeli.
Una breve scalinata immette direttamente nella via Università che prende il nome dal primo edificio universitario sorto a Cagliari. La strada, una delle più importanti del quartiere di Castello, ha diversi motivi d’interesse: dalla stessa Università - che si deve a papa Paolo V e la cui costruzione venne completata nel 1628 - al palazzo del Seminario Tridentino (1778); dal Gabinetto delle Stampe alla torre dell’Elefante realizzata nel 1307 dai pisani su tre facciate ed un lato aperto, quello interno, con ampi ballatoi. La torre prende il nome dalla statua di un elefante ben visibile all’esterno. Si possono anche notare i serramenti ferrati che consentivano di bloccare l’accesso alla vecchia città. Proseguendo sulla sinistra, la via Santa Croce è fiancheggiata da imponenti bastioni pisani da cui si domina tutta la parte occidentale della città, a partire dal vecchio ma importante quartiere di Stampace.
All’altezza della chiesa di Santa Croce si svolta a destra e, dopo aver percorso alcune strette stradine in salita, si raggiunge piazza Palazzo. Qui si notano alcuni monumenti di particolare pregio storico e artistico. Innanzi tutto la cattedrale, costruita dai pisani fra il XII e il XIII secolo in stile romanico-gotico-pisano, ampliata negli anni dal 1274 al 1300 e ancora rinnovata con forme barocche nel 1669-1702. Di lato è una torre campanaria pisana, e pisane sono le porte laterali del duomo, il pulpito (prelevato dal duomo di Pisa nel 1312) e una cappella. Interessante, all’interno del duomo, è la visita ai mausolei di Carlo Emanuele di Savoia e di Giuseppina Maria Luigia di Savoia. A sinistra della cattedrale è il Palazzo del Governo, la cui costruzione risale al 1769 e si deve all’architetto Davisto. Le decorazioni interne sono state effettuate fra il 1893 ed il 1895 dal perugino Domenico Bruschi che vi ha prefuso marmi, affreschi e stucchi. A destra del duomo è invece il vecchio palazzo comunale costruito in stile gotico-aragonese da Crescentino Caselli di Alessandria. Lasciata piazza Palazzo, si percorre via Martini e si raggiunge piazza Indipendenza, dove è situato il Museo Archeologico. Prima di uscire dal quartiere di Castello è, però, opportuno percorrere una trentina di metri della via Lamarmora per ammirare la chiesetta della Purissima, che risale al XVI secolo ed è in stile gotico-aragonese. Il suo interno a una navata conserva le strutture originarie e vi si può ammirare un crocifisso ligneo di scuola sarda del ‘500.
Ripercorrendo in senso inverso la via Lamarmora, si attraversa piazza Indipendenza che è sovrastata dalla torre pisana di San Pancrazio (1305), anche questa con tre facciate e un lato aperto. Attraversato l’arco che da piazza Indipendenza porta nella piazzetta Arsenale, oggi occupato dalla Cittadella dei Musei: un complesso nel quale la genialità dei progettisti è riuscita a fondere l’antico col moderno creando un insieme armonioso che ha riscosso il plauso di tutti i maggiori esperti del mondo. A chi prosegue sulla sinistra si offre la possibilità di una piacevole passeggiata nell’ameno viale Buoncammino. Chi prende sulla destra può ammirare i resti della porta di ferro che chiudeva il quartiere da questo lato e le antiche prigioni.