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Il santuario di Santa Cristina

L'area archeologica di Santa Cristina è costituita da un santuario, da un nuraghe e da un villaggio di capanne.

L’area archeologica di Santa Cristina è costituita da un santuario, da un nuraghe e da un villaggio di capanne.


L’edificio più importante del santuario è il bellisssimo tempio a pozzo costruito intorno all’X secolo a.C..
Rappresenta il culmine dell’architettura sacra nuragica.

Ha una struttura composta di tre parti essenziali: il vano di ingresso (vestibolo), al livello del suolo, la scala che scende nel terreno e il vano interrato coperto dalla volta a tholos (falsa cupola).

Sul fondo del vano interrato, ai piedi della scala c’è la fonte sacra.

In superficie un recinto ellittico di pietre delimita l’area sacra.

Il vano d’ingresso è un’apertura a ventaglio che introduce in modo solenne alla scala monumentale che entra, composta, nella terra fino ad incontrare le sacre acque sul fondo.

Il soffitto che copre la scala, fino al raggiungimento della tholos, ha una struttura che si potrebbe descrivere come una scala rovesciata.

La tholos (copertura “a cupola”), interamente interrata, protegge la sorgente sacra e all’apice si apre verso il cielo tramite un’apertura circolare che permette alla luce di raggiungere le acque sotterranee.

Il santuario di Santa Cristina appare eccezionalmente evoluto rispetto all’architettura degli altri pozzi sacri: il rapporto fra i vari elementi architettonici è lineare ed esprime una forte razionalità.

I blocchi di basalto utilizzati per edificare l’intera struttura sono tagliati con estrema precisione mentre di norma gli architetti nuragici utilizzavano massi rozzamente sbozzati.

Il santuario prende il nome dalla vicina chiesa campestre di Santa Cristina