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Primavera in Sardegna

La dolcezza della primavera è ravvivata in Sardegna dai colori dei fiori di campo e di quelli delle zone a macchia; domina il verde, punteggiato qua e là dai greggi che raggiungono i punti più impervi e solitari

L’arrivo della buona stagione
coincide con le feste pasquali, che in Sardegna si celebrano con riti di origine spagnola o anche più antichi: come il Lunissanti, il Lunedì santo, che si celebra a Castelsardo con una processione notturna durante la quale si eseguono canti a quattro voci le cui origini risalgono al tempo della fondazione della fortezza. Altre processioni si tengono a Sassari, Alghero ecc., mentre in varie località si rappresenta s’iscravamentu (alla lettera “lo schiodamento”), ossia la deposizione del Cristo; e la mattina della festa si può gioire assistendo a s’incontru, l’incontro tra la Madonna e il Cristo risorto. Ovunque si consumano gli agnelli cresciuti nei pascoli profumati della collina e della montagna. A maggio, poi, altre due grandi feste a segnare l’inizio della stagione turistica: la sagra di Sant’Efisio a Cagliari e la Cavalcata sarda per le vie di Sassari. La prima più antica e a carattere religioso, legata come è al culto per il martire sacrificato alle porte dell’antica città di Nora, sulla costa meridionale (e qui giunge infatti nei giorni successivi una processione che continua la grande festa del primo maggio); la seconda, d’invenzione recente, ripete le sfilate di antichi costumi che veniva offerta un tempo ai reali o a personalità di rilievo ed è quindi del tutto laica. Entrambe hanno al centro una rutilante sfilata di gruppi folcloristici in costume che giungono da tutte le parti dell’isola e si esibiscono nelle loro musiche, i loro canti e i loro balli.