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Molentargius

Agghiacciante scoperta di una scolaresca durante un¹escursione nello stagno cagliaritano I randagi divorano le uova dei fenicotteri Forse compromessa la nascita di oltre duemila esemplari

Signori dell¹Ambiente, il disastro è servito: i fenicotteri rosa sono
fuggiti dallo stagno di Molentargius abbandonando circa duemila
uova sull¹argine scelto per la nidificazione. Era già accaduto due
anni fa ma stavolta pare che il blitz devastante di un branco di cani
randagi - scoperto dagli alunni di una scuola - possa collegarsi
all¹incendio appiccato un paio di giorni fa al canneto che chiude lo
stagno sul versante di Quartu. Se due più due fa quattro, c¹è
quanto basta per denunciare non solo l¹estrema fragilità del
sistema di sicurezza messo a protezione dello stagno ma anche
una forma di vandalismo dai contorni ancora sfumati.

L¹ornitologo Helmar Schenk che ieri ha compiuto un sopralluogo
nello stagno per verificare la gravità dell¹accaduto, è rimasto senza
parole: «Tutti i fenicotteri sono scomparsi, sull¹argine si notano le
uova ma è come se fossimo nel deserto. La situazione è ancora
più grave poiché ha lasciato lo stagno anche la colonia di garzete
che stava nidificando in prossimità del canneto incendiato.
Cosa
aggiungere all¹episodio? Stavamo per assistere ad un evento
unico al mondo, la nascita di migliaia di fenicotteri, quasi un
miracolo in città: invece si è verificato quanto temevamo: le
incursioni dei cani randagi e quant¹altro legato alla sorveglianza
sul campo».

Cosa può ora accadere? Accertato che la colonia dei fenicotteri si
è spostata nello stagno di Santa Gilla, versante Sa Illetta, potrebbe
verificarsi una nuova nidificazione. «Ma sarebbe un fatto -
sottolinea Schenk - del tutto eccezionale e comunque sempre in
relazione all¹entità dell¹accaduto».
La ³fuga² dei fenicotteri dallo stagno di Molentargius risale
probabilmente a giovedì notte. Stando alla segnalazione raccolta
da Legambiente, cinque grossi cani randagi si sono infilati tra i
canneti di Is Arenas raggiungendo a nuoto l¹isolotto dove i
fenicotteri avevano deposto sui nidi a cono le loro uova: circa
duemila.
Il risultato del raid notturno di quel branco famelico lo hanno
scoperto sabato mattina i ragazzini di una scolaresca in gita a
Molentargius proprio per vedere da vicino (si fa per dire) la
³parata² dei fenicotteri impegnati nella cova delle uova. «Un vero
disastro» ha commentato Vincenzo Tiana, presidente
dell¹associazione per il parco che ha subito inviato telegrammi e
fax di protesta a Regione, Provincia, Comuni di Cagliari e Quartu,
consorzio Ramsar e alla Forestale sollecitando l¹adeguamento
della sorveglianza nello stagno. «È accaduto ciò che temevamo
da tempo - si legge nella nota - Un branco di cani randagi ha
aggredito la colonia dei fenicotteri costringendoli a fuggire e ad
abbandonare i nidi. Si tratta di una situazione che si verifica
puntualmente ogni anno ma che, a quanto pare, non interessa più
di tanto chi dovrebbe esercitare una idonea forma di sorveglianza.

Chiediamo pertanto l¹intervento degli enti interessati alla vigilanza
dell¹intera area. Al momento non è possibile prevedere gli sviluppi
della situazione».
Anche perché, come accennato, se i cani hanno messo in fuga i
fenicotteri attirati dalle decine di uova, nel conto bisogna mettere
anche l¹incendio che a Perdalonga ha compromesso la
nidificazione di circa 70 coppie di garzette che si erano fermate da
quelle parti grazie alla protezione offerta proprio dal canneto. Ci
hanno pensato i ³piromani² a fargli prendere il volo ed a far
divorare le uova dai cani e dagli altri rapaci dello stagno.
È vero che il Comune di Cagliari ha creato una protezione lungo il
confine di Medau su Cramu-Terramaini con risultati apprezzabili,
come si può verificare Non altrettanto però pare sia avvenuto dalla
parte di Is Arenas (viale Marconi) dove infatti i cani randagi e i
nemici del parco hanno trovato i varchi per sfuggire alla Forestale
e distruggere un patrimonio che il mondo ci invidia.
Cosa accadrà? Difficile stabilirlo oggi. I fenicotteri sono volatili
imprevedibili e quindi può darsi che depongano le loro uova da
qualche altra parte. Di sicuro c¹è un fatto: ieri sull¹argine di
Molentargius non c¹era un solo fenicottero. Un deserto reso ancor
più avvilente dal fatto che questi animali nidificano nel nostro
stagno urbano da tredici anni. Ogni anno è un miracolo che si
ripete, un evento così straordinario che richiama puntualmente
scienziati e studiosi di fama internazionale. L¹ornitologo
sardo-tedesco Helmar Schenk ieri era comprensibilmente
addolorato: «Un disastro che poteva essere evitato soltanto con un
minimo di attenzione».Ma è proprio questo il punto: il fenicottero è
stato adottato da molti enti e aziende come simbolo della città ma
senza sentimento.