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Le Miniere in Sardegna

La Sardegna ricchissima di miniere deve soprattutto ad esse il suo sviluppo.

La Sardegna non è solo terra dalle bellezze naturali straordinarie, è anche storia industriale:ricchissima di miniere deve soprattutto ad esse e al movimento operaio che in esse è nato e cresciuto, il suo sviluppo. E’ stato uno sviluppo pieno di contraddizioni e non rispondenti alle necessità ma è servito ad evitare il fantasma del degrado socio-culturale presente in altre parti.
Lo sviluppo delle miniere avvenne grazie alla legge sui suoli del 1840 e introdotta in Sardegna nel 1848. In quell’anno furono accordate le prime tre concessioni per lo sfruttamento delle miniere in Sardegna. Fu Giovanni Antonio Sanna il beneficiario delle concessioni per lo sfruttamento delle miniere di Montevecchio.
Da quell’anno numerosissime miniere si svilupparono: solo nel bacino minerario del Sulcis-Iglesiente-Guspinese trovarono lavoro fino a 15000 minatori. Una concentrazione così alta di operai, in miniera, non si riscontrava da nessuna parte. Da allora nacque un movimento operaio prima spontaneo, ribelle e indisciplinato; poi pian piano più consapevole dei propri mezzi e del proprio ruolo anche politico. Gli scioperi dal 1881 al 1991 diventano uno strumento di riscatto sociale sempre più consapevole. La nascita delle organizzazioni sindacali e politiche incidono sempre di più nella direzione del movimento dei minatori. Il movimento dei minatori acquisì ben presto la caratteristica di movimento di massa coagulando intorno a sé l’unità di forze e classi diverse:come nel 1906, durante la lotta contro la fame, per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori che vide l’intervento dell’Associazione dei commercianti a sostegno dei lavoratori con un documento politicamente molto avanzato.
La classe dirigente sarda specie quella locale si è formata nello spirito, nella cultura e nella lotta sociale dei minatori. Fu in questa realtà industriale che si acquisì il concetto stesso della solidarietà di classe; nelle miniere erano rappresentate le problematiche sociali più avanzate:dal lavoro delle donne nei piazzali delle miniere in qualità di cernitrici al lavoro minorile di bambini, adolescenti cernitori; dalla lotta per strappare condizioni più umane di lavoro a quella contro gli infortuni sul lavoro e le morti per frana dentro e fuori della miniera.
Pochi sanno che il 4 Maggio del 1871 in un cantiere minerario di Montevecchio morirono in 11 tra donne e bambine che lavoravano in miniera come cernitrici:due bambine-cernitrici avevano appena 10 anni!
Le miniere chiuse negli anni 1991/95 diventano oggi dei beni importantissimi di archeologia industriale da visitare all’interno de Parco Geominerario che finalmente negli ultimi giorni dell’anno 2001 inizia la sua vita autonoma.