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Annullata la Sagra dell'Aragosta

La Rassegna dell’aragosta va in soffitta. Dopo decenni passati in Riviera del Corallo a raccogliere successi gastronomici, l’apprezzata regina della tavola...

Alghero La Rassegna dell’aragosta va in soffitta. Dopo decenni passati in Riviera del Corallo a raccogliere successi gastronomici, l’apprezzata regina della tavola algherese è stata costretta ad abdicare. Per motivi di denaro, senza il quale l’Azienda autonoma di soggiorno non può programmare una seria attività promozionale.
E a niente è servita la richiesta ai ristoratori algheresi di un contributo a sostegno dell’intera campagna pubblicitaria. Duecentocinquanta euro per singolo commerciante per attivare una campagna a livello regionale del costo di diecimila euro, la metà dei quali coperti con i fondi dell’ente turistico. L’invito dell’Azienda non è stato rifiutato, semplicemente “non accolto”. Quattro ristoratori su cinque non hanno neppure risposto, altri hanno inviato il proprio menù promozionale. Soltanto in due hanno spedito un assegno intestato all’Azienda con la propria quota. Due su quaranta: Il Santa Cruz in via Lido e il Maristella a due passi da Piazza Sulis. Amareggiati i vertici dell’Azienda: «Ai ristoratori non interessa la rassegna - sentenzia Franco Serio direttore dell’Aast - non credo sia possibile altra analisi a quanto è accaduto. Abbiamo fatto presente che per i ritardi nell’approvazione del bilancio regionale non potevano
far fronte all’intera campagna promozionale, ma solo a una parte. Circa diecimila euro, di cui almeno cinquemila erano garantiti dal nostro ente. Ai ristoratori abbiamo chiesto una partecipazione davvero minima, sufficiente però per mettere insieme un budget complessivo che consentisse alla rassegna gastronomica un lancio promozionale adeguato. Hanno risposto in due. Che altro aggiungere».
La rassegna dell’aragosta è stata ideata una decina di anni orsono per favorire lo sviluppo dei flussi turistici durante la media-bassa stagione. Il successo arrivò immediatamente anche grazie a una formula quasi banale. Attirare i turisti, gli appassionati di leccornie e del pregiato crostaceo in particolare, offrendo per un mese (maggio, primi di giugno) menù e pacchetti alberghieri promozionali.
Nell’ultima edizione, per esempio, era possibile pasteggiare ad aragosta con un minimo di 25 euro (circa 50.000.lire), ad un massimo di 40 euro (80.000. lire). Dall’antipasto sino al caffè e al digestivo. Esclusi i vini, per un costo supplementare che andava da 5 a 15 euro a bottiglia. Insomma una cena a base d’aragosta, con una buona scelta di vini, nel ristorante più esclusivo costava al massimo una cinquantina di euro a commensale.
Tutte queste notizie, con i riferimenti dei ristoranti e degli alberghi che avevano aderito all’iniziativa, erano inserite negli opuscoli e nei messaggi pubblicitari sui quotidiani regionali per cui l’Azienda di Alghero ha chiesto agli imprenditori un contributo di 250 euro.
Con l’annullamento della rassegna gastronomica dell’aragosta, i primi segnali di cedimento del Capodanno algherese e la confusione di date nella sagra del riccio di mare sembra che il calendario di iniziative promosse per destagionalizzare i flussi di vacanzieri stia diventando sempre più debole. Proprio mentre arrivavano i primi concreti risultati sul fronte delle presenze turistiche. Nel 2001 Alghero ha sfiorato il milione di presenze, quest’anno puntava a superare la storica quota. Un obiettivo raggiungibile. Sarà più difficile ripeterlo senza un consistente pacchetto di manifestazioni collaterali nella bassa stagione. E il ruolo dell’Aast non potrà più essere quello svolto sino ad oggi: sostituirsi spesso ai privati. I bilanci sono sempre meno ricchi e il futuro di un Ente in liquidazione da più di trent’anni è indecifrabile. Lo si ripete da decenni: i privati devono attrezzarsi. Ma se si cade su 250 euro, sul futuro del turismo diventa difficile essere ottimisti.