Questo sito contribuisce alla audience di

Sagra dello zafferano

Turri 10 novembre 2002

Turri La prima fioritura circa un mese fa. E adesso è già tempo di bilanci per la coltura dello zafferano nella seconda patria dell’oro rosso nell’Isola. A Turri domani si terrà la decima edizione dedicata al fiore violaceo, organizzata da comune e Pro Loco. Quest’anno la coltura è andata bene anche nel paese della Bassa Marmilla. «I primi fiori sono comparsi con largo anticipo, grazie alle piogge abbondanti dei giorni scorsi, i primi di ottobre, ed il prodotto migliora in quantità e qualità», sottolinea Eventino Picchedda, produttore e dirigente della Pro Loco. Nell’ultimo anno è anche cresciuta la superficie coltivata a zafferano nelle campagne di Turri: da sette a otto ettari, venti produttori. La realtà più importante è sempre quella della ditta di Elverio Picchedda, della moglie Maria Itria e dei tre figli Giovanni, Sandro e Simona. Con i Picchedda - grazie a un laboratorio moderno - lo zafferano di Turri è ormai sbarcato anche all’estero. Ma a Turri sono tante le piccole aziende a conduzione familiare: Pietro Atzeni, Pietro Montis, Giustino Galitzia, Francesco Masala, Maria Picchedda, Erminio Galitzia e Fernando Atzeni. Lo zafferano è dunque una ricchezza per il piccolo paese della Marmilla, anche se manca ancora un consorzio fra produttori e forze giovani impegnate nei campi. «Un problema che riguarda tutto il settore agricolo, anche se il vero rilancio dello zafferano sarà legato al riconoscimento del marchio dop, che oramai sembra prossimo», dice il sindaco Mario Figus. Anche di questo si parlerà nel convegno tecnico di domenica mattina, curato dall’Ersat di Villamar, nell’aula magna delle scuole elementari. Saranno anche affrontate i problemi della coltura del fiore violaceo e delle erbe officinali. Per tutta la mattina visite ai campi di zafferano e dimostrazioni di lavorazione del fiore e separazione degli stimmi. Nella scuola mostra di prodotti locali e alle 17 degustazione di gnocchetti e riso conditi con zafferano. Una ricchezza in cui crede anche il Comune. «Stiamo predisponendo alcune iniziative per la valorizzazione lo zafferano e il melone coltivato in asciutto», conclude Figus.