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Una Venere Nera tra le acque di Chia

Sarà che la notte tutti i gatti sono bigi, e allora lei che dei gatti è la regina, e bigia non sarà mai, con quelle labbra, quegli occhi, quelle gambe, ha aspettato che il sole fosse alto e caldo e denso.

Sarà che la notte tutti i gatti sono bigi, e allora lei che dei gatti è la regina, e bigia non sarà mai, con quelle labbra, quegli occhi, quelle gambe, ha aspettato che il sole fosse alto e caldo e denso. Poi ha messo giù la scarpina d’argento, un dodici centimetri punta tacco di Manolo Blahnik che apre il cuore quanto è perfetto, ed è uscita leggera dal castelletto del Forte Village, una macchina, un autista, due omoni con trasse da bancario fasullo. Un ombrellino, che vezzo. Un cappello a fiori. Una gonnina piccola piccola di pietrine luccicanti. E che meraviglia, la divina gatta. Però mica la notizia vera è questa: bella è bella e non si discute. Da cerchiare in rosso e sottolineare in blu c’è che Naomi Campbell sulla spiaggia di Chia per girare la nuova puntata dello spot Tim non ha combinato un danno che sia uno. Sorridente. Garbata. Silenziosa. Ha detto perfino grazie, no grazie, all’omone con le trasse da bancario fasullo che le ha offerto, qual libagione, un cesto di frutta profumata. No grazie, capito? La Sardegna mica è abituata a tanta grazia. Perché Naomi, lassù dalle parti di Porto Cervo, ne ha combinato talmente tante che i perfidi del Billionaire l’hanno soprannominata Campbell, Zuppa Campbell. Con buona pace per la lattina di Warhol.
Questa volta no, questa volta è tutto diverso. Sarà che Cala Cipolla concilia animi e armonizza affanni, sarà che l’aria è buona e l’acqua è azzurra e la sabbia è bianca, il mirto, poi, a cespugli. Sarà che la storia da girare è simpatica, l’autostoppista sfigato della puntata precedente ha un baldacchino sulla spiaggia e le miss telefonino gli sfilano davanti facendo ciglia ciglia. Sarà che le comparse sono duecento ragazzi assoldati a Cagliari per sessantacinque euro più panino più acqua e la fantasia di accarezzarle un’onda boccolosa dei capelli. Sarà. O forse, più facile, è che c’è caldo, molto caldo. Quarantuno gradi, dice un tipo in bermuda e bisogna credergli perché ha l’orologio tecnologico che misura anche la temperatura. Caldo da star male. Caldo che la sabbia brucia e le bottiglie avvampano anche dentro il frigorifero. Caldo che anche Naomi Campbell non ce la fa proprio a fare Naomi Campbell.
Ettore, poi, poveretto. Ettore è il cagnolone mastino che parla in napoletano. Anzi, sono due cagnoloni, fratelli, che sul set lavorano un po’ per uno, una scena a testa. Ma né Ettore Uno né Ettore Due riescono a recitare. Sbavano e sudano e smaniano. Il regista urla, i ragazzi-comparse ridono, gli omoni con trasse da bancario fasullo sbugiardano finti fotografi e sollevano transenne. Però alla fine i carabinieri hanno lavoro facile: il caldo è tanto che anche i più accaniti diventano mansueti, e l’isteria non è per un autografo ma per una granita di limone. Solo Sergio Rodriguez, direttore creativo dell’agenzia di pubblicità Leo Burnett, ha ancora la forza di fare il punto e raccontare lo spot lì da dove l’avevamo lasciato: «La storia che stiamo girando continua quella dell’autostoppista che viene tirato su da Naomi e decide di seguirla al mare: adesso il giovanotto viene risucchiato nel mondo dorato della top, ha cambiato modo di vestire e di fare, le fa da assistente quando lei deve annunciare le vincitrici del concorso “miss telefonino”». Che, parentesi, sono impersonate da tre ragazze con il cellulare nello slip. «Questo particolare diventerà la nuova mania dell’estate». Chissà. Che scomodo, però. E che caldo. Naomi recita veloce, il regista urla, i ragazzi-comparse ridono, la musica è una vecchia hit - la luna la luna, le stelle le stelle - camuffata da discoteca, e adesso stop, fa cenno la produzione, che si continua a Nora tra ventiquattr’ore. Parlasse la lingua di Pula, Ettore avrebbe detto non di pozzu prusu.