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La sabbia delle spiagge sarde tra gli acquisti web

Uno dei siti di vendite on line più conosciuti al mondo ha tenuto in vetrina per una settimana sacchetti di sabbia proveniente da alcune spiagge del Sassarese. Non si conoscono i nomi del banditore e dell'acquirente, ma unicamente il prezzo di vendita. Il direttore dell'Area Marina Protetta del Sinis, Bruno Aliaga, denuncia: “è un danno ingente per l'ambiente e l'economia isolane”

Clicchi su “E-bay” e ci trovi di tutto, veramente di tutto: persino la sabbia delle più belle spiagge dell’Isola! La passione dei collezionisti infatti aleggia anche tra i nostri arenili se, per sette giorni, la sabbia dell’Ossario all’Asinara, della Pelosa di Stintino, di Platamona, nonché i ciottoli di Ezzi Mannu, tra Fiumesanto e Stintino, sono comparsi in comode confezioni da 200 grammi sulle vetrine multimediali del sito più noto per vendite web.

Non è noto il nome dell’acquirente, così come non è risaputo quello di chi ha messo in vendita un pezzo di spiaggia sarda. Si conosce, invece, il prezzo della curiosa merce: 7 euro scarsi.

Non sono peraltro solo le spiagge del Sassarese a fare le spese della smania collezionista di alcuni turisti. A confermarlo è il direttore dell’Area Marina Protetta del Sinis, Bruno Aliaga: “l’attività di una quindicina di vigili urbani e l’azione sinergica tra Comune di Cabras e Ministero -ha dichiarato Aliaga- ha funzionato per tre mesi e proseguirà per tutto settembre. Sono state colte sul fatto quattro persone che hanno pagato sanzioni pecuniarie comprese tra i 300 e i 1000 euro sulla base dell’ordinanza ministeriale n.45 del 2002. Non si tratta di sprovveduti, bensì di accorti collezionisti. In seguito apprendiamo che la sabbia del Sinis finisce tra le mani di tour operator che la usano come attrattiva per i clienti o addirittura in vendita su internet. E’ un ingente danno ecologico ed economico per le aree che subiscono questi reati, perciò intendiamo costituirci parte civile e andare oltre il pagamento di una semplice multa”. Al momento la direttiva ministeriale non stabilisce un minimo di sabbia per il quale l’asportazione dalla battigia non rappresenta reato: anche per un solo granello si commette un’infrazione, perché la sabbia appartiene, di diritto, all’arenile in cui si trova, è un bene comune e nessuno può arrogarsi il diritto di farsene proprietario.