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I falò di Sant'Antonio

In occasione della festa di Sant'Antonio Abate, a partire dalle ore 18.30, il 16 gennaio 2006, tutto il territorio Nuorese viene invaso dal profumo dell'ottimo rosmarino locale che alimenta i grandi fuochi.

In occasione della festa di Sant’Antonio Abate, a partire dalle ore 18.30, il 16 gennaio 2006, tutto il territorio Nuorese viene invaso dal profumo dell’ottimo rosmarino locale che alimenta i grandi fuochi. Sono dei falò votivi, che simboleggiano la purificazione e che illuminano a festa i paesi, mentre dolci tipici e vini vengono offerti ai partecipanti. Si comincia da Dorgali. Qui le celebrazioni avvengono nel rione dedicato al Santo patrono ed assieme al dolce della festa chiamato Su Pistiddu e alle fav’e lardu (fave bollite e lardo) si può assaggiare il primo vino della stagione. A Lodè, invece, si premia colui che riesce a salire sulla catasta di legno infiammata e a toccare per primo un porchetto appeso in cima ad un pilone. In palio vengono messe le offerte fatte al Santo. A Mamoiada e a Ottana, l’evento coincide con l’inizio del Carnevale. Nel primo paese, oltre ai tradizionali falò, vengono offerti i papasinus e i Mamuthones, ossia le tradizionali maschere carnevalesche sarde, effettuano la loro prima uscita annuale; le vie di Ottana, invece, vengono animate dalle maschere Boes e Merdules. Simili usanze si svolgono anche ad Orosei, dove la manifestazione si tiene nel grande recinto di cunbessias antistante l’antico Santuario dedicato al Santo patrono. Qui, in cima alla catasta di rosmarino e lentischio viene collocata una croce con delle arance che i bambini cercano di raccogliere prima dell’accensione del falò.