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Domani terza giornata di Time in Jazz

Si apre al suono di un violoncello anche la terza giornata di Time in Jazz edizione numero ventuno, il festival diretto da Paolo Fresu in programma fino a sabato (16 agosto) a Berchidda e in altri centri del nord-est Sardegna. Come Ernst Reijseger, protagonista di una suggestiva esibizione all'alba di oggi (lunedì 11) sul Monte Limbara, anche Larissa Groeneveld – di scena domattina (martedì 12) alle 11 en solitaire nella chiesetta di Santa Caterina, nelle campagne alle porte di Berchidda - arriva dalla terra dei tulipani.

Si apre al suono di un violoncello anche la terza giornata di Time in Jazz edizione numero ventuno, il festival diretto da Paolo Fresu in programma fino a sabato (16 agosto) a Berchidda e in altri centri del nord-est Sardegna. Come Ernst Reijseger, protagonista di una suggestiva esibizione all’alba di oggi (lunedì 11) sul Monte Limbara, anche Larissa Groeneveld – di scena domattina (martedì 12) alle 11 en solitaire nella chiesetta di Santa Caterina, nelle campagne alle porte di Berchidda - arriva dalla terra dei tulipani. Di solida formazione classica, la violoncellista olandese conta nel suo bagaglio di esperienze esibizioni con musicisti come Herman Krebbers e Reinbert de Leeuw, e con orchestre come la Netherlands Philharmonic, la Stuttgarter Philharmoniker, i Berliner Symfoniker. Dopo la sua esibizione solistica, Larissa Groeneveld salirà in serata (ore 21:30) sul palco di piazza del Popolo per dare vita al progetto “TreCellos” insieme ad altri due colleghi di strumento, l’italiano Giovanni Sollima e appunto Enrst Reijseger (che l’anno scorso l’ha voluta in studio insieme al pianista Frank van de Laar per registrare l’album Do you still).
 
Alle 18 il festival si sposta a Tempio Pausania nella chiesa di San Lorenzo, cornice ideale per il concerto che accompagna il tramonto: un gustoso duo proposto da Chris Speed al clarinetto e Jim Black alla batteria. I due musicisti di Seattle, in prestito dall’ensemble di Uri Caine (che mercoledì proporrà a Berchidda la sua rilettura delle “Variazioni Goldberg”), sono fra i più attenti, sensibili e talentuosi musicisti che oggi operano sulla scena newyorkese più attiva. Vere punte di diamante della new wave jazzistica contemporanea, artisti eclettici e creativi, vantano collaborazioni con alcuni dei gruppi più interessanti, come l’AlasNoAxis, sorta di monumentale omaggio al post rock in odore di jazz, e Pachora (con Skuli Sverisson e Brad Shepik).
 
In serata si torna a Berchidda per uno degli appuntamenti che da domani saranno abituali del festival: la parata itinerante per le vie del paese dei Funk Off, la scatenatissima marching band di quindici musicisti già protagonista della “concertazione navale” che sabato scorso ha inaugurato il festival. Ritroveremo la band in giro per le strade tutti i giorni intorno alle 19:45.
 
Domani (martedì 12) si accendono per la prima volta, in questa edizione, i riflettori sul palco “centrale” di Piazza del Popolo, epicentro del festival e dei suoi concerti “clou”. Ad aprire la serie, alle 21:30, sarà “TreCellos”, la produzione originale che vede riuniti gli olandesi Ernst Reijseger e Larissa Groeneveld e l’italiano Giovanni Sollima (atteso poi in solo giovedì mattina, alle 11, nella suggestiva cornice della chiesetta di San Michele, nella campagna intorno a Berchidda).
 
Nel secondo set della serata, alle 23 circa, ritroviamo al centro dei riflettori il sassofonista americano Steve Coleman con i suoi Five Elements (Jonathan Finlayson alla tromba, Tim Albright al trombone, la cantante Jen Shyu, Thomas Morgan al basso e Marcus Gilmore alla batteria), reduci dall’inedita esibizione acustica in programma questo pomeriggio (lunedì 11) nel santuario di Madonna di Castro. Tra i protagonisti di rilievo del jazz contemporaneo, Steve Coleman è uno degli artisti più attesi sul palco di Berchidda. Con i suoi Five Elements, in attività dal lontano 1981, è sicuramente interprete tra i più calzanti al tema di questa edizione di Time in Jazz: la sua filosofia musicale è proprio ciò che meglio si può agganciare al significato più profondo di “architettura”.
 
A seguire il consueto appuntamento con il jazz club: tutte le notti, dopo i concerti in piazza del Popolo, il Museo del Vino è un immancabile crocevia e punto di ritrovo per chi ama fare tardi. Quest’anno la formula prevede due diversi momenti: si comincia con la musica dal vivo dell’ottetto Viento Rojo, formazione composta da una selezione di musicisti allievi del Seminario Jazz di Nuoro, e si prosegue con le selezioni musicali di Dj Cris.
 
Ma a Time in Jazz non c’è solo musica. Anche quest’anno si rinnova il consueto appuntamento con il cinema. Il tema del festival -“Arkitekturae”- è declinato anche attraverso la Rassegna di Film a cura del regista Gianfranco Cabiddu in partenza domani (martedì 12) alle 16 nei locali del Nuovo Cinema a Berchidda. Tra i titoli proposti, lo storico capolavoro di Fritz Lang “Metropolis” e il film-documentario “Creatore di sogni” di Sidney Pollack, dedicato all’architetto e amico Franck O. Gehry. All’interno dello spazio dedicato alla settima arte, un seminario di cinema diretto dal regista Gianfranco Cabiddu che istruirà i più meritevoli allievi dell’Accademia di Cinema Griffith di Roma sulle tecniche di ripresa durante gli eventi musicali. Una preziosa opportunità per fare un’esperienza cinematografica e documentaristica sul variegato set di Time in Jazz.
 
Tra gli appuntamenti quotidiani prosegue quello con le mostre del PAV, il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Diciotto eventi espositivi allestiti in luoghi e spazi differenti che accolgono opere e performance, progetti di architetti e artisti di varie discipline, pensati per Berchidda e il suo festival. Le mostre resteranno aperte tutti i giorni dalle 11 del mattino all’una di notte.
 
Si rinnovano anche gli incontri con “Architetture instabili”, lo spazio dedicato alla danza organizzato da Time in Jazz in collaborazione con l’Associazione Carovana S.M.I. a cura di Giorgio Rossi di Sosta Palmizi, Ornella D’Agostino della Carovana S.M.I. e Amphaymany Keohavong dei Momix. I tre coreografi guideranno laboratori e sessioni esplorative sulla percezione del corpo in movimento ed improvvisante.
 

Mercoledì 13 agosto la quarta giornata del festival
La giornata di mercoledì (13 agosto) inizia con un suggestivo appuntamento nei boschi del Demanio Forestale del Monte Limbara, sopra Berchidda. Tiene banco, alle 11, un ensemble di particolare interesse composto dal violoncello di Ernst Reijseger, il canto wolof di Mola Sylla, una tra le voci più particolari della tradizione senegalese e il Cuncordu e Tenore de Orosei (Piero Pala e Massimo Roych: voche e mesuvoche; Gianluca Frau: contra; Mario Siotto: bassu; Patrizio Mura: voche e scacciapensieri), una delle migliori espressioni della tradizione polivocale sarda. Protagonisti delle musiche di due degli ultimi film del grande regista tedesco Werner Herzog, The White Diamond (del 2004) e The Wild Blue Yonder (dell’anno dopo), le propongono in concerto col progetto Requiem for a dying planet (l’appuntamento con il cine-concerto, ovvero con l’aggiunta delle immagini tratte dalle due pellicole, è invece in programma lunedì 18, a Sassari, per l’atto conclusivo della due giorni di Time in Sassari).
A precedere il concerto, la presentazione di “Il canto: mare e terra”, uno studio sul Cuncordu e Tenore de Orosei firmato dal nuorese Luca Devito, collaboratore di Time in Jazz, che nel suo libro (edito da nuovi Equilibri), spiega e racconta in modo semplice ma esaustivo la ricchezza del canto a tenore e del canto a cuncordu nei suoi diversi aspetti: il suono, il verso, la parola, il contenuto, l’armonia, la melodia, il rito nel quale si inserisce la musica.

Un’autentica icona della canzone italiana, al centro del concerto con cui Time in Jazz, per il quarto anno consecutivo, rende omaggio a Fabrizio De André: alle 18, all’Agnata, nei giardini dello stazzo vicino a Tempio Pausania che il cantautore genovese scelse come uno dei suoi luoghi di ritiro preferiti (oggi è un’apprezzatissima azienda rurale destinata al turismo di qualità) è di scena Ornella Vanoni. Ad accompagnare la cantante milanese - che lo scorso autunno ha firmato il suo album numero cinquantatré, Una bellissima ragazza - due musicisti eclettici che sanno coniugare tecnica e feeling: al pianoforte Paolo Jannacci (figlio d’arte del grande Enzo) e alla chitarra Michele Ascolese (ha esordito proprio con la Vanoni, nel 1985, ed è stato stretto collaboratore di De André). “Una goccia di splendore” è il titolo scelto per l’appuntamento, come sempre organizzato in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André: titolo preso in prestito dalla recente “autobiografia per parole e immagini” dell’indimenticabile Faber curata da Guido Harari.
 
Alle 21:30, riflettori accesi sul palco centrale di piazza del Popolo, a Berchidda: mattatore della serata, il pianista e compositore americano Uri Caine, prima in duo con Paolo Fresu, poi alla testa del suo ensemble per proporre la sua personale e originale rilettura delle Variazioni Goldberg di Bach, qui in una versione e con un ensemble diversi rispetto al memorabile disco di otto anni fa. Sul palco, accanto al pianoforte di Uri Caine, Barbara Walker (voce), Joyce Hammann (violino), Drew Gress (contrabbasso), John Swana (tromba), Chris Speed (clarinetto), Jim Black (batteria) e DJ Olive (consolle dj).
 
Per il programma completo e il calendario del festival: www.timeinjazz.it
 

INFO:
TIME IN JAZZ: tel. 079 70 30 07 – fax 079 70 31 49 – E-mail: info@timeinjazz.itwww.timeinjazz.it