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La Sardegna che ti toglie il respiro, l'Ardia di Sedilo.

Una corsa a cavallo che toglie il respiro. Migliaia di persone che, come per incanto, si fermano rapite. Quando la prima Pandela (il capo corsa) seguita da un centinaio di cavalieri si lancia al galoppo[...]

Una corsa a cavallo che toglie il respiro. Migliaia di persone che, come per incanto, si fermano rapite. Quando la prima Pandela (il capo corsa) seguita da un centinaio di cavalieri si lancia al galoppo è come se il tempo intorno si bloccasse. E’ l’Ardia di Sedilo, l’omaggio a San Costantino, il santo guerriero. Non è una gara. L’Ardia è molto di più: è una prova di coraggio, è un atto di fede, un segno di devozione. I cavalli lanciati a tutta velocità entrano sotto l’Arco di San Costantino, improvvisamente piccolo e stretto, è uno spettacolo impossibile da dimenticare.

La leggenda dice che la chiesa fu costruita da un ricco possidente rapito dai mori e poi liberato da San Costantino Imperatore che gli apparve in sogno.

Protagonisti sono sa prima Pandela protetta da sa Segunda, sa Terza e dalle scorte: in quel momento sono Costantino e il suo esercito mentre gli altri cavalieri rappresentano gli uomini di Massenzio, durante la battaglia di Ponte Milvio.

E’ una della feste più sentite e amate in Sardegna. Si svolge il pomeriggio del 6 luglio nella valle dove sorge il santuario ed è organizzata dal 1806 dagli abitanti di Sedilo, gli unici che possono partecipare alla corsa.

L’appuntamento si rinnova poi il giorno successivo, poco dopo l’alba, quando ancora una volta Pandelas, cavalieri e fucilieri si ritrovano a Su Frontigheddu pronti a ripartire per l’Ardia del mattino. E di nuovo batticuore, emozioni forti, silenzio intenso che riempie il santuario. Questa volta con un’intimità speciale.

Fede. Coraggio. Anima. È l’Ardia.