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(il) Ventre! - Periodico di Satira Indigesta [pag. 1/2]

Intervista a Dario e Valerio Venturi, fondatori ed ideatori del progetto "il Ventre!".

Che cos’è “il Ventre”?

D+V: Il ventre, da definizione, è un ‘periodico di satira indigesta’ nato su iniziativa di creativi semiprecari orfani di uno spazio di rilettura sarcastica dei fatti della realtà, già di per sè comunque tragicomici.

Come nasce?

D+V: L’idea ci è venuta - tra le idee - un paio di anni fa. Perché non fare un giornale di satira? Una cosa nuova, fresca, un foglio con il coraggio di rileggere i fattacci della politica e del costume secondo una prospettiva non ideologica e contemporanea. Per ridere con intelligenza e provare un po’ di conforto. Nell’attesa di pubblicare su carta, se mai ci riusciremo e se mai sarà il caso di farlo, abbiamo pensato di dare vita al sito, che sta avendo un ottimo successo.

Che cos’è la satira?

D+V: La satira è un’arte antica, un ‘modus’ che tutto sommato trova un suo erede in Socrate, sempre impegntao a mostrare le pochezze dei presunti potenti incontrati. Crediamo che la satira sia un fatto di sensibilità, un modo di vedere, di leggere, legato al gusto di analizzare con senso critico – e forse per insofferenza – i fatti. Per sottolineare, attraverso l’enfasi, le metafore, la parodia, le iperbole, le aporìe del sistema. In Italia, comunque, ‘satira’ è anche proporre un certo giornalismo di inchiesta, fare domande scomode, informare: modalità che non vanno per la maggiore, perchè dominano e sono valorizzati gli ‘yesman’, di una parte e dell’altra, e meglio ancora se attempati. Poi spesso qui si ragiona in termini ideologici, dimenticando che i satirici non necessariamente sono ‘comunisti’.

D: Aggiungo ancora, al senso critico, un pizzico di cinismo e una visione sarcastica delle cose oltre la loro superficie apparente.

La censura fortifica la satira o la uccide?

D+V: Dipende. Certo i censori danno un forte impulso ai satirici: senza di loro è più difficile avere cose da scrivere. Ma se la censura diventa impossibilitante, uccide la satira. In quel caso è il segno che l’aria sta diventando irrespirabile. Ma sul web, finchè non saremo tutti cinesi, è ancora abbastanza facile trovare speaker corner da cui poter comunicare. Senza che ‘mediatori’ decidano cosa puo’ o non puo’ essere fatto. Senza che il boicottaggio degli investitori possa cambiare le cose.

V: Comunque un mio vecchio direttore mi disse che per un giornalista ricevere querele è il segno del fatto che si sta svolgendo un buon lavoro.

La satira deve informare o deformare?

D+V: La satira è informazione deformata. Comunque spesso informa, anche se questo non è il suo vero scopo. A differenza di Beppe Grillo, noi infatti preferiamo il commento stretto, che puo’ anche essere surreale e non necessariamente basato su fatti, ma pure su sottotesti alle intenzioni…

Ci sono dei temi tabù per gli autori satirici?

D+V: Beh, in linea di massima crediamo che il limite sia rappresentato dal buon gusto. Poi dipende dalla sensibilità degli autori.

V: Credo comunque sia il caso di essere sempre ben informati per parlare delle cose, considerare che a volte non sono come sembrano. So come potrei far parlare facilmente del sito, ma rincorrere la visibilità a tutti i costi mi sembra ingiusto. Quindi: conoscere, rispettare – se possibile – esercitare autoironia e scrivere, pure infastiditi ma non per manifestare senza filtro odio o punti di vista troppo personali.

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