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La campagna elettorale impazza sul web

E’ ufficialmente partita la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2001. Campagna elettorale che, come ogni battaglia politica su larga scala, è una vera manna per la satira. Francesco Rutelli e Silvio Berlusconi, sono loro i campioni della democrazia da prendersi per i fondelli: l’imprenditore di Macherio è favorito nei sondaggi per l’elezione alla Presidenza del Consiglio, ma è anche di gran lunga in vantaggio nella sfida satirica sul web, essendo bersagliato dagli internauti ben più del rivale romano. In particolar modo il buon Silvio è stato crivellato da una vera e propria campagna banner, nata spontaneamente sulla rete ed ispirata alle onnipresenti affissioni stradali che blandiscono gli automobilisti con i punti del suo programma onnipotente: “per una scuola che insegni, per tasse che non tassino, per aerei che decollino, etc.”.

E’ iniziato tutto con le parodia digitale di uno dei suddetti murales fatta da qualche buontempone che ha “bannerizzato” il candidato dietro le sbarre: (“per una città più sicura”), poi la moda si è propagata per imitazione, ogni volta con un piccolo fotoritocco audio o video, di tastiera in tastiera, dando sfogo alla naturale creatività degli italiani e “tappezzando” gli spazi sul web. Un esempio lungimirante di satira peer to peer (da un utente all’altro, modello Napster, oppure “da un pirla all’altro”, parlando dei due in questione, ah, ah, ah), di un fenomeno che si trasmette grazie alla forza virale di Internet.

Il signor Mark Bernardini (comunista, ovviamente) ha deciso di allestire la galleria dei banner-sfottò su un sito, con un dubbio tragico nel cuore: ma non gli faremo un favore a prenderlo così per il culo?

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