Questo sito contribuisce alla audience di

Domande e risposte (2)

Proseguiamo questa carrellata sulle domande e risposte più interessanti.

domande-risposte

DOMANDE & RISPOSTE (2)

Ripropongo le domande e risposte della rubrica omonima, che sono apparse regolarmente sulla newsletter di
Supereva scacchi. A beneficio di chi avesse perso qualche numero iniziale.

Quale sarebbe una suddivisione ottimale della preparazione scacchistica: Studio dell’apertura, tattica, strategia,
finale, analisi e gioco vero e proprio?

Per una risposta precisa bisognerebbe considerare vari fattori quali la forza di gioco, la preparazione di base, l’età e
l’esperienza, nonchè il tempo a disposizione. La cosa migliore comunque è quella di affidarsi a un maestro o allenatore
professionista, per un consulto e per avere da lui una valutazione generale. Gli si potrà poi chiedere un piano di allenamento e
studio personalizzato.

Ho un ELO di 1800, quante ore alla settimana dovrei dedicare alla preparazione allo scopo di reggiungere un
punteggio di 2000 punti, diciamo entro tre anni?

Come ho già detto altre volte, bisongerebbe conoscere in modo preciso le caratteristiche del giocatore, non si può
generalizzare. Ma un consiglio possiamo darlo circa il porsi degli obiettivi. Una cosa molto giusta, senza dubbio. Ma consiglio
un sistema efficace: andare per gradi, e fissare degli obiettivi intermedi, come dei gradini, di 25 punti alla volta. Così il primo
obiettivo sarà raggiungere quota 1825, poi 1850, e così via. Sarà più facile raggiungere obiettivi realistici in breve tempo ed
evitare frustranti e pericolose cadute (è buona regola, quella di non porre l’asticella troppo in alto…)

Vorrei un suggerimento su come utilizzare meglio il computer a scopo di studio e di miglioramento.

Una buona idea che ho appreso qualche tempo fa è quella di esercitarsi a vincere posizioni vinte. Come? Prendete una
posizione conclusiva di una partita tra GM, nel momento in cui uno dei due abbandona. A quel punto continuate, prendendo i
pezzi della parte in vantaggio, e portate a termine la partita contro il computer. Vi assicuro che è un ottimo esercizio. Non
dimenticate che una delle caratteristiche di un buon giocatore di scacchi è l’abilità di vincere le partite vinte.

Puo’ suggerirmi un’idea su come usare il computer in modo efficace nello studio delle aperture?

Giocate contro il computer fino alla 15a mossa, diciamo. A quel punto prendete nota della valutazione che l’elaboratore dà
della vostra posizione. Sarà più spesso che no negativa (altrimenti, vuol dire che non avete problemi con le aperture!). Allora
tornate indietro fino al punto in cui troverete che la vostra posizione viene valutata quantomeno pari. Da quel punto provate a
cambiare mossa e verificate (di nuovo fino alla 15 mossa circa) se vi porta qualche migliore risultato. Altrimenti, di nuovo
indietro al punto di parità e giocate un’altra possibilità. Sempre così finchè vi accorgerete che avrete raggiunto una discreta
padronanza di quella apertura.

Qual è il migliore sistema per catalogare e studiare le proprie partite?

Intanto segnatevi in un database (o su un quaderno, se preferite)lo score preciso dei vostri tornei e gare ufficiali e non, con
data, torneo, nome dell’avversario, ELO, apertura giocata, e risultato finale. Conservate le vostre partite (tutte! Anche quelle
più orrende) e non cadete in tentazione di buttare via o estromettere dal database quelle perse… saranno le più utili per
imparare qualcosa. Si impara dalle sconfitte, non dalle vittorie.

Dopodichè potreste provare a catalogare le vostre partite per temi: per esempio partite in cui avete vinto in posizioni chiuse (o
aperte) e viceversa. Oppure in cui avete vinto per matto, o con un pedone in più. Partite vinte (o perse) con un pezzo in meno,
o nel finale, oppure con una particolare combinazione di pezzi(es: Torre e Cavallo, oppure coppia degli Alfieri).

In questo modo, con un lavoro sistematico di catalogazione, potrete stabilire quali tipi di posizioni hanno prodotto i migliori
risultati e quali le maggiori difficoltà.