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Intervista a Mariano Tomatis

Intervista con l'autore del racconto 'L'automa di Cassandra', Mariano Tomatis

Tomatis intervista

INTERVISTA A MARIANO TOMATIS

Mariano Tomatis è nato a Torino l’11 maggio 1977. Attualmente vive a Grugliasco, città della cintura di Torino. Ha conseguito il diploma
di Maturità Scientifica nel 1996 e da allora è iscritto alla Università degli Studi di Torino Facoltà di Informatica.

Come ti è venuta l’idea di scrivere questo romanzo? Quale è stato l’input, l’episodio, il fatto scatenante?

I temi intorno ai quali si sviluppa la trama de “L’automa di Cassandra” sono diversi: una partita a scacchi di sottofondo, un viaggio in treno
che scandisce i capitoli, il suicidio della piccola Charlotte sullo sfondo della Francia Rivoluzionaria e un automa che gioca a scacchi… Ognuno
di questi temi ha ricevuto un particolare impulso che l’ha fatto convergere – e intrecciarsi agli altri – sulle pagine che ora compongono
“L’automa di Cassandra”.

La scacchiera di John Brunner ha ispirato il filo che – mossa dopo mossa – si intreccia con la narrazione; per anni il treno è stato il dolce
“mezzo” che mi ha condotto alla dolce “metà”; Charlotte e il suo sacrificio – complice una rosa – da tempo erano entrati a far parte del mio
immaginario poetico, mentre l’automa ha raccolto su di sé tutto il conflitto che – in quei primi mesi del 99 – era in corso dentro di me tra l’esprìt
de géométrie e l’esprìt de finesse.

E’ la tua prima esperienza come ’scrittore’?

“L’automa di Cassandra” viene alla luce dopo tre romanzi e quattro saggi, naturale prosecuzione di una linea fanta-storica continuamente
intrecciata col mondo reale. Il tema della ricerca – già presente in Le orme del Tempio, Il quinto Perceval e Sulle tracce di Atlantide – acquista
qui una dimensione più simbolica, con precisi riferimenti archeologici che sfumano in fantasie sempre in bilico tra reale e intuibile.

Qual’è il romanzo a tema scacchistico che più ti ha colpito? (e perchè?)

Un racconto, un romanzo e un fumetto. Nell’ordine (anche di preferenza) Il nuovo padrone di Lord Dunsanny, dove viene tratteggiata in modo
superbo la “personalità” (!) di un automa che gioca a scacchi; La scacchiera di John Brunner, dove gli scacchi non sono mai palesi ma sempre
– e sottilmente – presenti; “Partita con la morte” di Claudio Chiaverotti, pubblicata su Dylan Dog 66, dove l’intreccio tra scacchi e vita
quotidiana diventa inestricabile.

Dicci qualcosa di te come persona e anche come scacchista, adesso…

Mentalista e prestigiatore, mi sono sempre interessato a tutto ciò che si situa ai “confini” del vasto mondo degli scacchi: problemi di
retroanalisi, combinatoria delle posizioni, significato esoterico dei pezzi, aneddoti, racconti, bizzarrie ed enigmi scacchistici…

Come consigliere regionale piemontese del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ho da sempre un debole per
l’indagine sulle truffe e gli inganni: ho compilato – tra le altre – la voce “L’automa che gioca a scacchi di Von Kempelen” per l’Enciclopedia del
CICAP, disponibile gratuitamente e integralmente presso il sito http://www.cicap.org