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Il nonno di Eleonora

Un racconti di Primo Gualtieri, per il concorso Le 64 caselle

Racconti scacchistici

IL NONNO DI ELEONORA

di Primo Gualtieri

Quando Eleonora compì sette anni, il nonno gli regalò un gioco degli

scacchi e un manuale per imparare a giocare.

Certo non avrebbe mai immaginato che ora, dopo soli sette anni, la

nipotina si sarebbe trovata a gareggiare in un torneo internazionale

valevole come finale del Campionato del mondo di scacchi under 14. Non

solo, dopo dieci turni era seconda a mezzo punto da una fortissima

coetanea dell’Ucraina contro la quale doveva giocare, all’indomani,

l’undicesimo e ultimo turno. Ma la ragazzina era triste perché in un momento

così importante avrebbe voluto vicino a se il suo primo maestro, il nonno,

che purtroppo non c’era più.

Dopo cena Eleonora raggiunse subito la sua cameretta in albergo. Si era da

poco sdraiata quando improvvisamente si aprì la porta e la stanza si

illuminò.

“Nonno!” esclamò Eleonora balzando dal letto “come fai ad essere qui….

e quel signore con quello strano vestito chi è?”

“Non mi riconosci? Tuo nonno dice che sei una giocatrice di scacchi, se

questo è vero dovresti sapere chi è il Capitano Evans”. Eleonora sgranò gli

occhi incredula. “L’inventore del Gambetto Evans! Ma lei non è? non

è?…”

“Morto vorresti dire? No no io sono immortale come la mia apertura. Ma ora

vieni, solcheremo gli oceani, affronteremo battaglie difficili, imparerai a

lottare senza mai arrenderti”.

“Non posso, domani devo giocare una partita importante”.

“Vieni, fidati del Capitano” consigliò il nonno porgendogli la mano.

Non era ancora l’alba e già Eleonora rompeva il guscio della notte, cieca e

impaurita come l’uccellino appena nato. Nel buio allungava la mano al nonno,

stringendola, ma un’ombra gli è rimasta tra le dita.

Un sogno dunque, soltanto un sogno, che però aveva risvegliato in lei una

certa inquietudine.

Le ore tra la colazione e il pranzo le dedicò alla preparazione della

partita.

“Apri di donna come al solito, poi scegli sempre le continuazioni più

tranquille, con il mezzo punto della patta il secondo posto è sicuro” si

raccomandò l’allenatore.

E finalmente arrivò l’ora della partita.

Eleonora che conduceva i bianchi esitò qualche secondo, un profondo respiro

e poi e4.

“Ma cosa fa?”. “E’ impazzita”. I suoi accompagnatori, che seguivano

l’incontro attraverso lo schermo elettronico nella sala per il pubblico, non

riuscivano a trattenere gesti di stizza. e5 la risposta. Cavallo in f3 la

seconda mossa di Eleonora, cavallo in c6 la risposta dell’avversaria.

Seguirono alfiere in c4 per il bianco e alfiere in c5 per il nero. Si

attendeva la quarta mossa del bianco. Eleonora alzò il viso, chiuse gli

occhi e rivide il nonno che gridava: “Coraggio!”.

Sul tabellone elettronico apparve b4, il gambetto Evans, un’apertura

rischiosa e fuori moda.

L’allenatore di Eleonora ebbe quasi un malore, ma alla fine dopo una

battaglia di quattro ore avvenne il miracolo. Eleonora vinse la partita e

diventò Campionessa del mondo under 14.

I festeggiamenti sembravano non finire più, finalmente la ragazzina,

stanchissima, riuscì a ritirarsi nella sua stanzetta in albergo. Appena

accese la luce si bloccò sulla porta a bocca aperta. Sul tavolino, accanto

alla sua scacchierina portatile, c’era un berretto da Capitano di Vascello

della Marina Inglese.