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Intervista al Maestro Llambi Qendro

Intervista al Maestro albanese Llambi Qendro, direttore della scuola scacchi Caissa

intervista al Maestro Qendro

INTERVISTA AL MAESTRO LLAMBI QENDRO

Llambi Qendro è nato nel 1953 in una cittadina nelle vicinanze di Berati che ora si chiama Kucove , ma all’epoca era
denominata “Città di Stalin”. E’ Maestro con un ELO FIDE attualmente di 2337 punti. Lo abbiamo intervistato per
saperne qualcosa di più di lui e della sua nuova iniziativa, la Scuola di Scacchi via Internet:
Cassa Scacchi

Come ha iniziato a giocare a scacchi e a che età?

Ho imparato a giocare a scacchi all’età di dieci anni da mio fratello maggiore e qualche anno più tardi ho cominciato a
frequentare il circolo cittadino in cui erano presenti buone seconde nazionali. Qui avvenne l’incontro con il maestro Pëllumbi,
che allora era uno dei più forti maestri albanesi. Pellumbi mi incoraggiò moltissimo a continuare la carriera scacchistica, e fu
proprio da questo incontro che presi la decisione di dedicarmi agli scacchi con maggiore impegno.

Può tracciare una sua breve biografia scacchistica?

Nel 1967 ho vinto il campionato della mia città. Un anno dopo, all’età di quindici anni, ottenni la categoria di Prima Nazionale.
Poi nel 1969 e 1970 conquistai il titolo di campione giovanile di Albania. Nel 1972 giungsi quarto nella finale del campionato
Albanese. Giunto a Tirana per compiervi gli studi di giurisprudenza, ebbi modo di frequentare la Casa dei Pionieri, organizzata
secondo il modello della casa omonima russa. Qui potei perfezionarmi e nel 1973 diventai Candidato Maestro e poi Maestro.
Nello stesso anno entrai a far parte della squadra nazionale, in seconda scacchiera. Nel 1980 ho partecipato alle Olimpiadi di
Malta. Nel 1982 a quelle di Lucerna. Nel 1984 e nel 1988 a quelle di Salonicco. Sempre in quegli anni partecipai alle
fortissime Balcaniadi, che riunivano i più importanti giocatori dei Balcani . Nel 1992 l’ostilità del regime comunista mi costrinse
ad emigrare in Grecia, poi in Germania e infine in Italia in cui risiedo dal 1994.

Da quando è in Italia ha ripreso a giocare con più voglia?

Solo in questi ultimi due anni, trovata una sufficiente serenità di vita (anche grazie all’appoggio e simpatia che ho trovato
presso la Società Scacchistica Milanese), ho potuto riprendere l’attività agonistica. Nel frattempo mi ero dedicato con grandi
soddisfazioni all’insegnamento, applicando quegli stessi metodi che hanno regolato il mio apprendimento.

Quali sono i suoi programmi per il futuro: si dedicherà sempre più all’attività di trainer e insegnante, o si pone
qualche obiettivo agonistico?

L’attività di insegnamento naturalmente continuerà, sia nelle lezioni dirette, sia in quelle virtuali attraverso la scuola di
CaissaScacchi, tuttavia mi impegnerò anche nell’attività agonistica (che per la verità ho alquanto trascurata in questi ultimi
anni). Io penso che comunque le due cose, attività agonistica e insegnamento, possano non solo coesistere, ma anche
potenziarsi a vicenda.

In conclusione, cosa si sente di consigliare a un giovane che voglia iniziare a giocare a scacchi?

Nel momento in cui un giovane sente che gli scacchi stanno per diventare qualcosa di più di un semplice passatempo, gli
consiglio vivamente di cercare un buon insegnante. E’ strano come molti scacchisti, anche con aspirazioni agonistiche, siano
restii ad affidarsi a un insegnante. Eppure a nessuno verrebbe in mente di imparare a suonare la tromba o il violino senza un
insegnante. E anche chi vuole diventare un pittore o uno scultore sente il bisogno di andare a scuola. Perché mai questo non
dovrebbe accadere per gli scacchi?

Un insegnante vi farà risparmiare molto tempo, vi fornirà le basi su cui costruire il proprio studio futuro senza lasciare buchi
spaventosi di preparazione, vi indirizzerà verso lo stile che vi appartiene ancor prima che l’abbiate compreso, vi indicherà il
modo giusto di porsi nello studio e vi segnalerà i materiali di studio più idonei…