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Le mie partite (2)

Una partita con commento, per la serie delle mie esperienze di torneo, dedicata al problema dello zugzwang

avventure intorno e sulla scacchiera

Le mie partite: le vittorie, le sconfitte, avventure ed
esperienze nel mondo degli scacchi

In questa rubrica presenterò partite commentate, posizioni curiose, aneddoti vari, tratti
dalla mia personale esperienza (più che decennale) di tornei giocati a tavolino, negli
anni tra il 1976 e il 1984.

I problemi con lo zeitnot

Molte partite di scacchi vengono decise dallo zeitnot, come viene definito in
gergo (dal tedesco) “avere scarsità di tempo”. E spesso partite anche ben
condotte fino a quel momento, possono venire letteralmente gettate via per errori
madornali. Ma non si può negare che la pressione di dover giocare molte mosse
entro un dato limite (ristretto) di tempo, può causare abbagli clamorosi. Come
vederemo nell’esempio che segue.

Verrascina (CM, 1968)- Sani (CM, 1959)

In questa posizione, dopo la mossa del Nero 22…Tc5, entrambi i giocatori hanno
circa dieci minuti a testa per le restanti 19 mosse prima del controllo del tempo. E
il Bianco, che fin lì aveva condotto una partita tutto sommato buona, effettua una
mossa che si può spiegare solo con l’effetto ‘negativo’ esercitato dall’ansia del
tempo che scorre inesorabile: 23. Aa3? Ovviamente l’idea alla base di questa
semplice ‘combinazione’ era che dopo: 23…Txc3 24.Dxc3 Dxc3 25.Axe7, si
creava il presupposto per uno scacco matto in ottava con Td8. Ma un ‘trucchetto’
di questo genere non può funzionare a questi livelli, soprattutto allorchè restavano
ancora ben dieci minuti al sottoscritto, per valutare bene con attenzione i pericoli
insiti nel sacrificio di Donna del mio avversario.

Infatti dopo aver proseguito come nella variante descritta sopra, giocai 25…f5! e il
mio avversario si rese conto che aveva da giocare altre 15 mosse con circa nove
minuti di tempo, in un finale complesso, di due Torri contro la Donna (con un
pedone in meno: 3 contro 4). E finì per perdere anche per via di imprecisioni
decisive, commesse proprio sotto l’assillo del tempo che avanzava inesorabile.

Io stesso feci tesoro di questa esperienza (pur positiva per me), cercando di
ricordarmene in seguito: mai affrontare una fase di drammatica scarsità di tempo
avviando un piano con complesse implicazioni tattiche. Soprattutto se non si è in
una situazione disperata. Meglio provare ad arrivare al controllo del tempo
cercando di non compromettere gravemente la propria posizione.

Se siete curiosi di vedere come si svolse l’intera partita, potete scaricarla in
formato PGN
qua

Per scrivere alla guida:  http://guide.supereva.it/scacchi/scrivimi.shtml