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L'invenzione di Morel

di Adolfo Bioy Casares - Bompiani - 151 pp.

Argentino, di Buenos Aires, novellista e romanziere, saggista e critico, autore di teatro e poeta, Adolfo Bioy Casares incontrò nel 1930 Jorge Luis Borges, al quale si legò di profonda amicizia. Fu l’evento decisivo per la sua vita di scrittore: con Borges e con Silvina Ocampo (moglie di Bioy Casares) curò una Antologia della letteratura fantastica (1940) e nel 1941, con introduzione di Borges, ripubblicata in questa edizione, pubblicò L’invenzione di Morel.

Definito “agghiacciante scherzo” sui temi dell’immortalità e della minaccia tecnologica, L’invenzione di Morel, paragonato da Borges al Giro di vite di Henry James e al Processo Franz Kafka, è un romanzo di finzione e allucinazione, sospeso tra fantasia e fantascienza; esplorazione di uno spazio gremito di segni enigmatici e di ambigue presenze femminili, è la storia di un misterioso scienziato e della sua corte di amici, nello scenario labirintico e oppressivo di un’isola deserta, nel soffocante sole dei Tropici.

Da questo libro venne tratto, nel 1974, uno splendido film diretto da Emidio Greco, interpretato da Giulio Brogi, Anna Karina, John Steiner, Ezio Marano, Roberto Herlitzka, Anna Maria Gherardi, Claudio Trionfi e Valeria Sabel.

“Rifacendosi allo stile de L’anno scorso a Marienbad, [Greco] tenta di trasportare in immagini l’irreale romanzo di Adolfo Bioy Casares, rivelando una propensione al fantastico inconsueta nel cinema italiano e raggiungendo affascinanti risultati formali” (”Cinema di tutto il mondo”, 1977).

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