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Italani deficienti 2: brillantezza e intuito

Dove veniamo confermati nella brillante intuizione che il problema degli italiani non è la scarsa intelligenza, ma l’abissale ignoranza. Articolo di Oreste Colombo

Il 21% identifica l’intelligenza con la brillantezza.

Beh, in questo caso l’intelligenza aiuta, ma ci sono moltissime persone intelligenti che non sono particolarmente brillanti: la brillantezza è qualità del dialogo, dello spirito, della vivacità, tutte doti che non sono precisamente un sinonimo d’intelligenza.

Il 17% poi, l’identifica con l’intuito. Il che ci conferma, come già avevamo cominciato a sospettare, che il problema degli italiani non è la scarsa intelligenza, ma l’abissale ignoranza. Discorso sul quale torneremo in seguito.

L’intuito, l’intuizione, sono “illuminazioni” improvvise che ci raggiungono, specialmente in momenti di difficoltà, e ci permettono di risolvere brillantemente una situazione. L’intuito ha a che fare con la prontezza e con l’istinto, con decisioni prese d’impulso, senza tanto ragionare. Non serve essere intelligenti per avere intuizioni: anzi, quanto più saremo primitivi tanto più avremo intuizioni improvvise, perché più vicino allo stato naturale dell’uomo.

Vero è che ciò che chiamiamo intuito può aver a che fare anche con l’acutezza e la perspicacia, doti legate all’intelligenza, ma sono casi più unici che rari.

 

(segue)