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L'Ultimo Bicchiere

Il bilancio di un'esistenza di un gruppo di amici, fra colossali bevute e ricordi per chi non c'è più. Recensione di DAVIDE VERAZZANI

L’Ultimo Bicchiere (2003)
di Fred Schepisi

recensione di
DAVIDE VERAZZANI

Titolo originale Last Order
Regia Fred Schepisi

Interpeti Michael Caine, Bob Hoskins, David Hemmings, Tom Courtenay, Helen Mirren, Ray Winstone, Laura Morelli

Genere Drammatico, colore, 109 minuti

Produzione Gran Bretagna, Germania 2003.

Un anziano macellaio è appena morto, e i suoi tre amici di una vita, accompagnati dal suo figlio adottivo, cercano di esaudirne l’ultimo desiderio: vedere versate le proprie ceneri in mare dal molo di Margate. L’occasione è buona per colossali bevute in nome dell’amico scomparso, e per un bilancio della propria esistenza, segnata da tradimenti e piccole grandi vigliaccherie, mentre la vedova del defunto preferisce non unirsi al gruppetto per andare a far visita alla figlia handicappata.

Nel trarre un soggetto dallo struggente romanzo di Graham Swift, Fred Schepisi non rinuncia alla malinconia, ma preferisce rimpolparla con il tipico humour nero inglese: ne scaturisce un road-movie bizzarro, giocato sui chiaroscuri, in cui le trappole della nostalgia si mischiano alla gioia dei ricordi comuni. Può così sbizzarrirsi un trio di attori straordinario (Bob Hoskins su tutti), coadiuvati da Michael Caine che, nei panni del defunto, rivive nei racconti degli amici.

Non sempre equilibrato, e a tratti indeciso se spingere sull’acceleratore della comicità o sul freno del dolore, Schepisi confeziona comunque un film gradevole e interessante.