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Il punto di vista. Dal regista allo spettatore

Il punto di vista. Dalla visione del regista allo sguardo dello spettatore - di Joël Magny - pp. 96 - Lindau - PREZZO: euro 12,80

IL LIBRO
Nel momento in cui un regista, o un semplice «operatore», decide di collocare la sua cinepresa in un punto preciso, adotta necessariamente un «punto di vista» rispetto a ciò che osserva. Chiamiamo questo il «punto di vista qualsiasi», o il «punto di visione». Se però si interroga su ciò che vuole mostrare, e soprattutto su come vuole mostrarlo, è condotto a compiere delle scelte che concretizzano una «visione» nel pieno significato della parola, un modo di osservare il mondo. Ciò risulta evidente in numerosi classici del cinema, da «Quarto potere» (1941) di Orson Welles a «Ohayô» (1959) di Yasujiro Ozu, oltre che in due film («La finestra sul cortile», 1954, di Alfred Hitchcock e «Duello mortale», 1941, di Fritz Lang) di cui il punto vista rappresenta proprio il soggetto.

L’AUTORE
Joël Magny è critico, storico del cinema e professore incaricato nelle Università Paris I e Paris VIII. È autore di monografie su Rohmer, Chabrol, Pialat e ha co-diretto la Histoire des théories du cinéma e La Petite Encyclopédie du cinéma.