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L'inquadratura. All’inizio del cinema

di Emmanuel Siety - pp. 96 - Lindau - PREZZO: euro 12.80

IL LIBRO
La realizzazione di un film comprende due grandi momenti: la ripresa e il montaggio. Se l’inquadratura è l’atto primo, quello che sta all’origine dell’opera, è anche l’ultima di una serie di tappe: continuità dialogata, découpage, story board ecc. Concretizzazione del pensiero di un regista, è il risultato del gesto di un solo uomo o invece del lavoro di un’intera troupe, e determina la comprensione del racconto e dello spazio-tempo, così come la percezione delle forme, dei colori e del movimento. Imparare a guardarla è scoprire cosa in essa si è prodotto, attraverso la scelta di un quadro, di una distanza, di un movimento di macchina ecc. Quattro film saranno oggetto di analisi: «I 400 colpi» (1959) di Truffaut, «Play Time - Tempo di divertimento» (1967) di Tati, «Dov’è la casa del mio amico?» (1988) di Kiarostami e «Il lamento sul sentiero» (1955) di Satyajit Ray. Materiali di lavoro di Truffaut e Lang documenteranno il ruolo dell’inquadratura nella creazione cinematografica.

L’AUTORE
Emmanuel Siety è ricercatore di cinema all’Université Paris III e conferenziere presso il Dipartimento pedagogico della Cinémathèque Française.