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Caos Calmo

Si potrebbe dire che siamo in presenza di un film quasi perfetto. Recensione di Giuliana Dea

Caos calmo

di Antonello Grimaldi

Con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Yoshimi, Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalydès, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Caterina Rohrwacher, Manuela Morabito, Roberto Nobile, Babak Karim. Genere Drammatico, colore 112 minuti. - Produzione Italia 2007. - Distribuzione 01 Distribution

La vita di Pietro Paladini viene sconvolta dalla morte improvvisa della moglie Lara. Ad aggiungere sgomento al dolore per la scomparsa della donna amata è anche il fatto che al momento della tragedia Pietro stava salvando la vita di una sconosciuta e lui non sa come spiegarlo alla figlia Claudia, di soli dieci anni. Tuttavia, un’insolita calma lo porta ad osservare il mondo da una panchina in un parco davanti alla scuola di sua figlia, dove attende l’uscita della bambina dall’edificio scolastico. In questo suo stato di ‘caos calmo’, Pietro inizia a rendersi conto che chi gli sta accanto, invece di dargli consolazione, riversa su di lui angosce e problemi. Nonostante ciò è disposto a guidarli e ispirarli verso la salvezza finale per tutti, lui compreso.

E’ difficile parlare serenamente di un film in cui compare Nanni Moretti, qualunque sia il suo ruolo. Il personaggio Moretti basta a caricare di aspettative qualunque storia. E Caos Calmo non fa eccezione, in questo. Il film viene definito quasi sempre di Moretti, anche se a girarlo è stato Antonello Grimaldi.

Si potrebbe pensare ad un lapsus, ma non appena si entra in sala e le immagini cominciano a scorrere, si capisce perché il nome del regista finisca immediatamente nell’oblio. Già dalla prima scena in cui compare il protagonista Pietro Paladini riusciamo a riconoscere in lui Nanni Moretti. Ci sorprende quasi sentirlo chiamare Pietro, tanto somiglia al Nanni che abbiamo visto in decine di pellicole. E il fatto che la storia sia narrata quasi completamente dal suo punto di vista ci aiuta in questa identificazione. Ma a onor del vero, quello che in molti casi potrebbe essere un limite, per Caos calmo diventa una forza. Perché riconoscere in Pietro Paladini Nanni e le sue idiosincrasie riesce ad avvicinarci al suo personaggio, altrimenti impossibile da sondare. Pietro/Nanni è un uomo appena rimasto vedovo, che sembra accorgersi all’improvviso di avere una figlia di 10 anni. E altrettanto improvvisamente comincia a comportarsi in un modo inspiegabile: comincia a trascorrere le giornate nel parco adiacente l’edificio scolastico in cui la figlia passa le ore scolastiche. La sua vita quotidiana si trasferisce su una panchina, e a poco a poco Pietro/Nanni diventa parte integrante del piccolo microcosmo di persone che passano abitualmente per il parco e dove amici e parenti, dopo un breve momento di scetticismo iniziale, cominciano a raggiungerlo per parlare dei loro problemi quotidiani, di lavoro o di carattere personale. Difficile trovare un attore italiano in grado di gestire una storia in cui apparentemente tutto è immobile, dove quasi non ci sono momenti eclatanti, dove il dolore non viene urlato ma tenuto sotto controllo, misurato, espresso fino in fondo in un unico pianto liberatorio. A meno che, appunto, non si abbia a disposizione Nanni Moretti.
Un Nanni Moretti accompagnato da un ottimo cast, cominciando da Alessandro Gassman nel ruolo del fratello di Pietro/Nanni. Due fratelli che per carattere e per fisico non potrebbero essere più diversi, ma che reggono perfettamente sullo schermo. Una scelta felice del regista. E altrettanto felici sono state le scelte per i ruoli femminili, da Isabella Ferrari a Valeria Golino. La piccola Blu Yoshimi, che nel film interpreta la figlia di Pietro/Nanni, è priva della petulanza tipica delle bambine che troppo spesso si vedono nelle produzioni italiane. E il cameo di Roman Polanski sembra la ciliegina sulla torta.
Si potrebbe dire che siamo in presenza di un film quasi perfetto. Quasi. L’unico elemento di imperfezione riguarda quella scena di sesso che nei giorni precedenti l’anteprima del film si è guadagnata tanto clamore. E chiariamo subito che il problema non sta nella scena in sé, una scena sicuramente importante ma che rientra perfettamente nell’economia della storia. Il problema sta nella mancata preparazione della scena. La donna con cui Pietro/Nanni ha il rapporto sessuale che segna in un certo senso il suo ritorno alla vita è la stessa donna che ha salvato all’inizio del film. Quindi è una donna che gli ricorda il momento tragico che ha provocato la distruzione del suo mondo ordinario. Ed è una donna che ha visto solo due volte nella sua vita. Com’è possibile che i due facciano sesso all’improvviso, senza che nessuno si sia accorto di una qualche tensione sessuale o attrazione, nelle uniche due volte in cui si sono incontrati?
Senza questo unico buco di sceneggiatura, potremmo parlare di un film praticamente perfetto.

Giuliana Dea