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Hardball

Tipico prodotto per famiglie, pensato per accontentare soltanto i benpensanti. Recensione di Luigi Pennino

Hardball

di Brian Robbins

Con Keanu Reeves, Diane Lane, Trevor Morgan, John Hawkes. Genere Commedia drammatica, colore 106 minuti. - Produzione USA 2001.

Chicago, la città delle grandi illusioni e dei forti contrasti: Conor O’Neal (Keanu Reeves) è un accanito giocatore d’azzardo che, al culmine della disperazione, gioca tutto con il lucido proposito di sfidare la sorte fino in fondo, Ma il destino è dietro l’angolo e Conor si ritrova a dover pagare un debordante debito di gioco al suo strozzino. Ha un’ultima scommessa da tentare: allenare una sgangherata squadra di baseball di ragazzini e rilanciare le sorti del suo (e del loro) destino.

Il classico film edificante all’americana, giocato sulla retorica e su un’alternanza di dramma e di umorismo, diretto con tocco anonimo e sceneggiato in maniera schematica e prevedibile. Tipico prodotto per famiglie, pensato per accontentare soltanto una fetta di pubblico (quella dei benpensanti) e senza alcun guizzo di originalità. La voglia di riscatto c’è tutta, ma ogni aspetto interessante della storia viene annullato da un eccesso di semplificazione, e non basta la simpatia dei bambini per tenere in piedi una storia risaputa.

Luigi Pennino